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martedì 7 giugno 2016

Un aperitivo veloce e sfizioso? Frittatine di ceci e salmone

Sempre di corsa e sempre troppo impegnata per dedicarmi come vorrei a questo povero blog quasi abbandonato ma per fortuna ci sono degli appuntamenti a cui non posso mancare! :)

Questo mese, per lo scambio ricette, vi presento un'invitante finger food trovato nel blog di Camilla, La bella Cuciniera.

FRITTATINE DI CECI E SALMONE


Ingredienti per due persone
Per la pastella:
100 g farina di ceci
100 ml acqua
1 uovo
sale
1 rametto di rosmarino

Per il ripieno:
salmone affumicato
formaggio fresco spalmabile


Come si preparano

Preparate la pastella
mescolando alla farina di ceci un pizzico di sale e il rosmarino finemente tritato. Aggiungete l'acqua e l'uovo sbattuto e mescolate bene fino a ottenere una pastella fluida.


Cucinate le frittatine
versando due cucchiai di pastella su una padella di ghisa o antiaderente ben calda. Nel centro sistemate un pezzettino di salmone e mezzo cucchiaino di formaggio fresco. Coprite con altri due cucchiai di pastella e girate la frittatina. Cuocete per circa 1 minuto, dopodiché toglietela con l'aiuto di una paletta da cucina.
Continuate così fino a esaurimento della pastella.

Servite tiepide per aperitivo o antipasto.



giovedì 5 maggio 2016

Insalata di grano, asparagi e ricotta

E' tempo di primavera, 
di fiori e profumi,
di nuovi colori.

E' tempo di passeggiare al sole,
di rilassarsi 
e di pranzare all'aperto.

È tempo di sorridere,
di scoprirsi 
e di rinascere.

INSALATA DI GRANO CON ASPARAGI E RICOTTA


Ingredienti per due persone


160 g grano
250 g asparagi verdi
1 cm zenzero
6 steli erba cipollina
ricotta fresca
olio extra vergine di oliva
sale


Come si prepara

Preparate e cuocete gli asparagi:
lavate e pelate gli asparagi, eliminate la parte finale del gambo, tagliateli a tocchetti lasciando intatta qualche punta. In una padella scaldate un cucchiaio di olio e unite gli asparagi. Cuocete a fuoco lento aggiungeno poca acqua quando serve.


Cuocete il grano
in acqua bollente salata, condite con un cucchiaio d'olio e lasciatelo intiepidire.

Preparate gli aromi:
pelate e tritate finemente lo zenzero e tagliuzzate l'erba cipollina.


Condite l'insalata:
Unite gli asparagi al grano, mescolate e aggiungete lo zenzero e l'erba cipollina. Se serve regolate il sapore con un pizzico di sale e servite con qualche cucchiaino ricotta.


lunedì 2 maggio 2016

Rendere felice un pacchero? Si può!

Sono passati molti mesi dall'ultimo contest a cui ho partecipato. Purtroppo da quando sono mamma il tempo libero è pari a zero e le ricette che vedete postate da 7 mesi a questa parte sono state realizzate in tempi lunghissimi, tra una pappa, un cambio pannolino, giochi, coccole, sorrisi e qualche pianto.

Tra le cose che mi manca fare, c'è quella di partecipare ai food contest, cosa che trovo molto stimolante e istruttiva, un'ottima opportunità per imparare, confrontarsi e mettersi alla prova con idee creative, curiose e appaganti per il palato e la vista.

Dopo tanto eccomi qui, pronta a partecipare al contest "Il pacchero solitario" indetto da Marcella del blog Celiaca per amore in collaborazione con La fabbrica della pasta senza glutine di Gragnano.
L'obbiettivo? Rendere felice un pacchero, vestire un pacchero nudo, abbinarlo con gusto agli ingredienti giusti in grado di esaltarlo con eleganza.

Ecco la mia ricetta :)


PACCHERO CON TONNO AFFUMICATO E ASPARAGI 
su vellutata al profumo di lime



Ingredienti per 2 persone

2 paccheri lisci
2 fette di tonno affumicato
2 steli di erba cipollina (con il fiore)
6 asparagi verdi
1 piccola patata
1 spicchio di aglio
olio extra vergine di oliva
sale
pepe nero
1 lime, la buccia grattugiata


Come si prepara

Iniziate preparando la vellutata di asparagi
lavate e pelate gli asparagi, eliminate la parte finale più coriacea del gambo e tagliateli a tocchetti mantenendo le punte intatte. Pelate la patata e tagliate anch'essa a cubetti.
Schiacciate leggermente lo spicchio d'aglio e fatelo rosolare in padella con un cucchiaio di olio ben caldo. Lasciate insaporire per un minuto e aggiungete gli asparagi e la patata. Mescolate e cuocete a fuoco lento aggiungendo poca acqua quando serve.
Regolate il sapore con il sale e un pizzico di pepe, eliminate lo spicchio d'aglio e mettete da parte le punte di asparago. Ora riducete tutto in purea con il frullatore ad immersione aggiungendo un cucchiaino d'olio.


Cuocete i paccheri
in acqua bollente salata e a cottura, scolateli lasciandoli intiepidire.

Avvolgete i paccheri con le fette di tonno affumicato
fermandole con un filo di erba cipollina.

All'interno dei paccheri infilate su ciascuno tre punte d'asparago.

Adesso potete comporre il piatto:
distribuite sul piatto 2 cucchiai di vellutata di asparagi e adagiate al centro un pacchero.
Spolverate con poca buccia di lime grattugiata e decorate con i fiori di erba cipollina.

Servite i paccheri con un bicchiere di Vespaiolo di Breganze ;)


Con questa ricetta partecipo al contest "Il pacchero solitario" 








venerdì 28 agosto 2015

La parte buona del riciclo. Gnocchi di pane alle erbette

Avete delle verdure avanzate e del pane non più fresco?
Bene, non buttate niente e leggete qui sotto ...

GNOCCHI DI PANE ED ERBETTE
con fagiolini e datterini saltati

Facili e gustosi, per questi gnocchi non servono ingredienti speciali e soprattutto non dovrete dosare niente, quello che avete in casa andrà benissimo.


Ingredienti

Per gli gnocchi
pane raffermo
latte
erbette cotte (coste, spinaci, catalogna, o altro)
1 pizzico di sale
noce moscata a piacere
farina 00, se necessaria

Per il condimento
fagiolini già bolliti
pomodorini datterini
qualche rametto di timo fresco
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva


Gnocchi.
Mettete il pane in ammollo nel latte per 5 minuti, strizzatelo e trasferitelo nel contenitore del mixer. Aggiungete le erbette cotte, il sale e la noce moscata (io ne ho messa parecchia perché mi piace, voi seguite il vostro gusto; se non vi piace potete ometterla e sostituirla con del Grana o Parmigiano grattugiato) e azionate il motore del robot. Se la consistenza dell'impasto dovesse sembrarvi troppo molle, aggiungete della farina: il composto dovrà essere morbido ma non appiccicoso.

Infarinatevi le mani e formate delle palline grandi quanto una noce.

Condimento.
Tagliate a metà i datterini e a tocchetti i fagiolini (se avete delle altre verdure utilizzatele pure). In una padella scaldate l'olio e unite qualche rametto di timo, lasciate insaporire per 30 secondi e aggiungete le verdure. Fate saltare per qualche minuto a fiamma viva.

Cottura e ultimazione del piatto.
Tuffate gli gnocchi in acqua bollente leggermente salata, saranno cotti quando verranno a galla. Scolateli e uniteli al condimento nella padella. Fate saltare tutto insieme per 1 minuto aggiungendo qualche cucchiaio dell'acqua di cottura se necessario.

Servite.


lunedì 13 luglio 2015

Buono come un sugo 2

Come dev'essere un sugo?
Come un uomo con una donna, l'ho già scritto qui. 

Un sugo deve accarezzare la pasta, non deve coprirla, deve esaltarla, deve amarla, sempre. Qualsiasi sia il tipo di pasta. Pochi sono gli ingredienti che fanno un buon sugo, non servono miscugli o abbinamenti esclusivi. Utilizziamo le nostre verdure, i nostri aromi, le nostre carni, il nostro pesce. Ricordiamoci che la pasta - come la intendiamo noi e che piace tanto agli stranieri - è nata in Italia.

TORTELLI DI RICOTTA E SPINACI CON RATATOUILLE DI VERDURE

Ingredienti per due persone

250 g di tortelli ricotta e spinaci

1 melanzana
1 peperone rosso
1 cipollotto rosso
10 datterini
1 rametto di timo-limone
sale
olio extra vergine di oliva


Come si prepara

Lavate e mondate tutte le verdure. Affettate il cipollotto e fatelo appassire in padella con un cucchiaio di olio. Tagliate a cubetti la melanzana e il peperone e aggiungeteli al cipollotto. Mescolate e lasciate cuocere per 5 minuti a fiamma viva. Abbassate il fuoco, insaporite con il sale, mescolate nuovamente, coprite e continuate la cottura versando un cucchiaio d'acqua quando serve.

In una pentola portate a bollore l'acqua salata per i tortelli. Tuffateli e cuoceteli leggermente al dente. A cottura ultimata trasferiteli nella padella con il sugo e fateli saltare brevemente aggiungendo qualche cucchiaio dell'acqua di cottura.

Distribuite i tortelli sui piatti, unite i pomodorini tagliati a metà e condite con un cucchiaio d'olio e qualche fogliolina di timo-limone.



venerdì 3 luglio 2015

Buono come un sugo

Come dev'essere un sugo per la pasta? Ve lo siete mai chiesti?
Io sì, spesso, per un motivo che adesso vi spiego.

Mi piace la pasta ma solo se fatta con la P maiuscola; fino a pochi anni fa però non la mangiavo: la pasta al pomodoro proposta alla mensa dell'asilo mi ha traumatizzata, ne ricordo ancora l'odore. Poi sono cresciuta, da scuola tornavo tardi e spesso il pranzo pronto era pasta (al pomodoro) da scaldare velocemente, magari al microonde. Immaginate ...

Appena ho potuto quindi ho messo il bandius a quello che invece è per molti un piatto di tutto rispetto, il piatto simbolo della gastronomia italiana. Buono, genuino ed economico.
Io invece cucinavo pasta esclusivamente in occasione di qualche cena con amici e solo perché "si deve".

Fortunatamente la passione per la cucina ti fa provare anche cose che non ti piacciono e dato che impastare è sempre stato il mio anti-stress per eccellenza, piano piano, partendo da ravioli e tortelli, sono arrivata a fare tagliatelle, lasagne, chifferi, ecc. Buona, ma questo non bastava. Forse più che la pasta, il mio ostacolo era il sugo. L'odore e il corpo del sugo.

Come dev'essere un sugo? Ve lo siete mai chiesti?
Io sì.


Dev'essere semplice, non servono molti ingredienti per fare un buon sugo, anzi meno sono più buono è. Dev'essere corposo ma non troppo, deve abbracciare la pasta, non deve coprirla e non deve somigliare a una brodaglia, questo proprio no. Dev'essere profumato, un buon sugo deve invitare a mangiare, il suo profumo deve riuscire a far venire l'acquolina ma attenzione, no ai sughi troppo saporiti, gli intrugli di spezie, sale e aromi lasciamoli ai paesi che sanno come usarli. Last but not least, l'abbinamento, fondamentale è trovare per ogni tipo di pasta il giusto sugo. Non tutti i sughi sono uguali, non a caso ci sono tipi di pasta che dal loro sugo non si scostano e ogni altro abbinamento suona stonato. Sareste capaci di immaginare dei bigoli conditi con le cime di rapa?

Come dev'essere un sugo? Ve lo siete mai chiesti?
Io sì. Come un uomo con una donna ...


LINGUINE AL PESTO

Ingredienti per 4 persone

280 g linguine di buona qualità
50 g basilico fresco, preferibilmente quello genovese a foglia piccola
2 spicchi d'aglio, io ne ho usato 1
qualche grano di sale grosso
1 cucchiaio di pinoli
6 cucchiai di Parmigliano Reggiano o Grana Padano
2 cucchiai di pecorino sardo
1/2 bicchiere di olio extra vergine di oliva, meglio se ligure

Come si prepara

Premessa: per un buon pesto dovete munirvi di mortaio in marmo, pestello in legno e molta pazienza, se avete fretta potete comunque ricorrere all'utilizzo del mixer ma il sapore ne risentirà.

Lavate il basilico in acqua fredda e asciugatelo tamponando delicatamente con carta assorbente.
Nel mortaio schiacciate l'aglio con i grani di sale, unite poi i pinoli e lavorate fino a quando otterrete una pasta morbida e omogenea.
Aggiungete le foglie di basilico poche per volte e pestatele ruotando il pestello sul bordo del mortaio. Ora potete aggiungere i due formaggi, amalgamate e versate a filo l'olio. Il pesto è pronto, copritelo con pellicola fino al momento di usarlo per evitare che scurisca per via dell'ossidazione. 

Cuocete la pasta in acqua salata e scolatele al dente. In una padella, scaldate leggermente il pesto e fate saltare le linguine aggiungendo qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta. 

Per curiosità e dettagli su pesto alla genovese, visitate questa pagina.

Buon appetito!



giovedì 18 giugno 2015

Colorare

Amavo impastare per creare nuovi colori, mischiare cose diverse per realizzare nuove sfumature. Tanti tipi di verde perché gli alberi non erano tutti uguali, tante tonalità di rosa perché non c'era in verità, rosa uguale.

Amavo farlo con il pongo, ora lo faccio con i cibi.

INSALATA DI PASTA NERA CON PISELLI, PINOLI E CILIEGIE


Non è nera per il nero di seppia e nemmeno perché ho usato dei coloranti.
E' diventata nera in cottura, vi basterà aver cotto in precedenza del riso venere e aver tenuto l'acqua di scolo ... ;)

Ingredienti per due persone

120 g pasta corta integrale, io penne
acqua di cottura riso venere
50 g piselli in barattolo
pinoli
ciliegie
timo
olio extra vergine di oliva
sale


Come si prepara

Portate a ebollizione l'acqua di cottura con cui in precedenza avete cotto il riso venere e cuocete la pasta al dente.

Nel frattempo fate saltare per 2 minuti i piselli con un cucchiaio di olio e un pizzico di sale. Lavate e tagliate a pezzi le ciliegie e tostate brevemente in pinoli.

Scolate la pasta e passatela velocemente sotto l'acqua fredda. Trasferitela su una terrina, unite due cucchiai d'olio e lasciatela raffreddare completamente. A questo aggiungete i piselli, le ciliegie, i pinoli e qualche fogliolina di timo. Mescolate e se serve, regolate il sapore con il sale (io non l'ho usato). Potete servire l'insalata di pasta come primo piatto o in alternativa in piccole porzioni per un invitante aperitivo.

Con questa ricetta partecipo per la categoria "Ricette Vegetariane" al contest di  contest di Kucina di Kiara e ER Creazioni



giovedì 11 giugno 2015

Vietato dire NON CE LA FACCIO

"Vietato dire NON CE LA FACCIO"

L'articolo sostiene che questa frase ha il potere di impedire alle persone di realizzare ciò che vuole. E io un po' ci credo. Non so bene come funziona ma credo che il principio sia quello della famosa legge dell'attrazione: vuoi una cosa? Desiderala intensamente, impegnati e riempiti di pensieri positivi.

Funziona? Io sono convinta di sì!

RISO VENERE CON VERDURINE E ALBICOCCA

Ingredienti per due persone


100 g riso venere
150 g sedano, solo la costa
1 carota grande o 2 piccole
5 albicocche secche
prezzemolo riccio
succo e buccia di 1/2 limone non trattato
olio extra vergine di oliva
1 albicocca fresca

sale nero dell'Himalaya (Kala Namak)
olio extra vergine di oliva
ristretto di aceto balsamico


Come si prepara
Lavate il riso sotto l'acqua corrente per 10 minuti, dopo di che cuocetelo in acqua bollente salata.

Mondate e lavate le coste di sedano e la carota, tagliate tutto a piccoli cubetti. Tagliuzzate anche le albicocche e tritate il prezzemolo tenendo due cimette da parte e unite alle verdure. Condite il composto con il succo del limone, la buccia grattugiata e 2-3 cucchiai di olio (non serve salare).

Scolate il riso - tenete da parte l'acqua di cottura ... la utilizzeremo per la prossima ricetta ;) - sciacquatelo brevemente sotto l'acqua fredda e lasciatelo riposare in un largo contenitore (meglio se di legno) per circa 15 minuti.

Trascorso questo mescolate le verdurine col riso, impiattate e decorate con qualche spicchio di albicocca fresca e del prezzemolo. 
Subito prima di servire, non sopra ma attorno, decorate con qualche goccia di olio e di aceto balsamico e spolverate con un pizzico di sale nero dell'Himalaya, non abbondate perché il suo gusto è molto solfureo e non a tutti piace; qui trovate qualche informazione in più.



Con questa ricetta partecipo al contest di Golosometro.it


giovedì 30 aprile 2015

Cerealotto al cipollotto, pistacchio e pesto di cardamomo con rosa allo zafferano e pecorino, per un vecchio concorso

Pubblico solo ora una ricetta molto particolare che inventai quasi un anno fa in occasione del contest Risottiamo indetto da Riso Gallo. Una sorta di risotto con riso, farro e orzo dai profumi indubitabilmente persiani ma che mantiene il cordone ombelicale con la nostra bell'Italia grazie al gusto inconfondibile del pecorino sardo. Un piatto unico, ricco e speciale, un gioco di ammiccante complicità tra ingredienti tanto diversi quanto unici, un abbraccio culinario tra due paesi diversamente mediterranei.

CEREALOTTO AL CIPPOLLOTTO, PISTACCHIO, PESTO DI CARDAMOMO CON ROSA ALLO ZAFFERANO E PECORINO




Ingredienti per due persone 

120 g riso 3 Cereali Riso-Farro-Orzo
Zafferano, 1 bustina
30 g pecorino sardo semi stagionato
2 cipollotti 
2 cucchiai olio extra vergine di oliva italiano 
1 spicchio di aglio
2 g pinoli 2 g
2 noci burro 2
100 g fave fresche 100 g
20 g farina di mais gialla
2 filetti di merluzzo
15 g pistacchi tritati grossolanamente 
sale nero di Cipro
35 g cipolla dorata tritata
100 g farina 00 100 g
3 bacche cardamomo verde 

Come si prepara

La ricetta prevede 4 preparazioni indipendenti che andranno a formare il piatto finale.

Sfoglie di cipolla
Mescolare la farina di mais con 80 g di farina 00, la cipolla tritata, 1 pizzico di sale nero di Cipro, 1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva. Impastare con acqua a temperatura ambiente. aggiunta poca per volta, fino ad ottenere un impasto compatto e non appiccicoso. Lasciatelo riposare in frigo per 10 minuti, dopodiché stendetelo dello spessore di 2 mm e tagliate la pasta a forma di triangolo. Adagiate le sfoglie sulla placca del forno e cuocete a 180 °C, modalità statica, per circa 7/8 minuti.

Pesto di cardamomo
Pestare nel mortaio 2 g di pinoli con i semi di 3 bacche di cardamomo verde e un cucchiaio di olio fino a ottenere una sorta di crema omogenea.

Rose di merluzzo al pecorino e zafferano
In una terrina mescolare 20 g di farina 00 con una bustina di zafferano e il pecorino sardo grattugiato. Con il composto "impanare" i filetti di merluzzo (tagliati in precedenza a metà nel senso della lunghezza). Arrotolare l'una sull'altra le rispettive metà dei filetti e infornare a 180° C per 10 minuti (forno ventilato).

CerealottoRosolare in un noce di burro lo spicchio d'aglio tagliato a metà, dopo un minuto eliminatelo, aggiungete i cipollotti finemente tritati, rimestate con fiamma vivace per 20 secondi ed aggiungete i 120 g di Riso Gallo ai 3 cereali, tostate e sfumate con brandy; lasciate evaporare l'alcol e iniziate la cottura come se doveste fare un risotto aggiungendo acqua poca alla volta. Nel frattempo portate ad ebollizione dell'acqua salata e cuocete le fave. Quando i cereali avranno raggiunto i tre quarti di cottura correggete il sapore con sale e pepe, unite le fave e metà dei pistacchi. Ultimate la cottura, spegnete e mantecate con l'altra noce di burro.

Ultimazione e decorazione del piatto
Depositate in ciascun piatto un mestolo di "cerealotto", al centro adagiate le rose di merluzzo, decorate i piatti con i rimanenti pistacchi e qualche goccia di pesto di cardamomo sopra i cereali. Servite con le sfoglie di cipolla.

giovedì 23 aprile 2015

Vellutata di carciofi


A dir la verità non avevo molta voglia di farne una vellutata ma dei carciofi non so mai che cosa farne, mi rubano le idee.

Sono semplicemente buoni così.



Hanno quel gusto leggermente amarognolo che mi piace tanto, non serve nemmeno abbinarci il vino perché l'acqua bevuta subito dopo è buonissima. Avete mai provato?

I carciofi quindi li faccio bolliti e li mango così, tout court, o li trasformo in vellutata. Mai nulla di diverso.

VELLUTATA DI CARCIOFI



Ingredienti per due persone

2 fondi di carciofi
2 carciofi interi ripuliti dalle parti più dure
1/2 cipolla dorata
1 patata media
brodo vegetale
prezzemolo
sale
pepe
olio extra vergine di oliva

Come si prepara

Tagliate a cubetti i fondi di carciofo, separate il gambo dai carciofi interi e tagliatelo a rondelle, la testa invece tagliatela a spicchi.
Tritate la cipolla e fatela rosolare su un pentola capiente con un cucchiaio d'olio. Unite i carciofi e fate stufare per 5 minuti.
Pelate e tagliate a cubetti la patata e aggiuntela ai carciofi.
Insaporite con qualche pizzico di sale e mescolate.
Coprite le verdure con il brodo e continuate la cottura a fuoco lento, vi occorreranno circa 20 minuti.

A cottura ultimata lasciate intiepidire per qualche minuto, mettete da parte 6 spicchi di carciofo per decorare il piatto e frullate il resto.

Servite con i carciofi messi da parte, un spolverata di prezzemolo, un pizzico di pepe e un giro d'olio.





lunedì 20 aprile 2015

Raccogliere. Bruscandoli

In assoluto la trovo l'attività più rilassante. Sì, ancor più rilassante che cucinare.

Adoro raccogliere le erbe spontanee nei prati e gli ortaggi dall'orto; amo mettere insieme i frutti della terra.
 
Raccogliere, un'attività banale ma di grande cultura. I nostri nonni sapevano raccogliere. Loro conoscevano le più svariate erbe spontanee, le riconoscevano in un batter d'occhio, sapevano cos'era commestibile e cosa no, imparavano qual'era il periodo migliore per gustarle.
 
E poi ancora centinaia di ricette diverse per cucinarle, tramandate da madre a figlie.
 
Un sapere prezioso.
 
Cultura e tradizione in una parola. Ecco perché mi piace raccogliere.
 
RISO SELVAGGIO E BRUSCANDOLI
 
 
Ingredienti per due persone
 
120 g di riso misto tra lungo e selvaggio
1/4 di cipolla dorata
1 mazzetto di bruscandoli, cliccate qui per maggiori info
sale
pepe
olio extra vergine di oliva
1 piccolo peperoncino rosso
 
Come si prepara
 
Mondate e lavate accuratamente i bruscandoli.
Tritate la cipolla e fatela imbiondire in padella con un cucchiaio di olio e il peperoncino spezzettato.
Tritate finemente anche i bruscandoli - avendo cura di tenere da parte qualche cimetta per la guarnizione - e versateli sulla cipolla. Mescolate e cuocete per 5 minuti.
Insaporite con sale e pepe, aggiungete qualche cucchiaio d'acqua e continuate la cottura fino a quando i bruscandoli saranno teneri e avranno un buon sapore.
 
Nel frattempo cuocete il riso a vapore versando il riso in una pentola e coprendolo a filo con acqua. Chiudete la pentola con un coperchio e cuocete a fiamma bassissima fino a esaurimento del liquido; se il riso dovesse risultare troppo al dente versate ancora qualche cucchiaio di acqua e portate a cottura. Fate intiepidire.
 
Unite i bruscandoli al riso, aggiungete un cucchiaio di olio e mescolate.

Impiattate con l'aiuto di coppa-pasta, guarnite con le cimette di bruscandoli intere e servite.
 
Se volete ottenere un piatto unico potete completare il piatto con dell'insaltata, qualche pomodorino e della mozzarella.
 
 
 
 
 
 
 
 

mercoledì 15 aprile 2015

Castellane ai fiori di tarassaco

Colorano i prati di giallo, se ne possono mangiare le foglie, i capperi e si possono mangiare i fiori.

Dopo il risotto, vi propongo una pasta.

CASTELLANE AI FIORI DI TARASSACO


Ingredienti per 2 persone

180 g di pasta tipo castellane, gnocchetti sardi o orecchiette
1/4 di cipolla dorata
fiori di tarassaco (staccati alla base del fiore, io per 2 persone ne ho raccolti una terrina piena)
olio extra vergine di oliva
sale
pepe nero
timo fresco, qualche rametto

Come si prepara

Lavate delicatamente i fiori di tarassaco lasciandoli a bagno per 10 minuti in acqua e bicarbonato, scolateli e ripetete l'operazione con acqua.

Tritate finemente la cipolla e fatela rosolare in un cucchiaio d'olio.

Aggiungete i fiori di tarassaco e mescolate. Lasciate cuocere 5 minuti, salate e pepate e continuate la cottura. I fiori dovranno diventare morbidi, vi occorreranno non meno di 15 minuti.

Versate la pasta cruda direttamente sui fiori e coprite con acqua, lasciate cuocere aggiungendo dell'acqua quando serve. A cottura quasi ultimata aggiustate il sapore con qualche pizzico di sale e di pepe.

Impiattate e servite con poco olio e qualche fogliolina di timo fresco.
 


martedì 10 febbraio 2015

Gnocchi ripieni di riso Venere e gamberoni

GNOCCHI DI RICOTTA AI TRE PROFUMI
ripieni di riso Venere e gamberoni


Ingredienti per due persone

50 g di riso Venere
5-6 foglie di basilico
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
3 gamberoni 3
1 foglia di porro
10 foglie di rucola
5 steli di erba cipollina
100 g ricotta vaccina
farina q.b.
2 fiori di zucca
15 g pecorino sardo
sale fino e grosso

Come si preparano



Riso.
Bollite il riso in acqua salata qualche minuto di più del normale tempo di cottura, scolatelo.

Gamberoni.
Lavate e pulite i gamberoni, privandoli del carapace. Passateli 2 minuti in padella con un filo di olio e tagliateli a tocchetti minuti.

Impasto per gli gnocchi.
Incorporate a 80 g ricotta un pizzico di sale e farina fino a quando l'impasto diventerà abbastanza sodo (non troppo) e non appiccicoso.
Infarinate leggermente la spianatoia e con il mattarello e stendete l'impasto dello spessore di circa 3/4 mm.

Farcia per gli gnocchi.
In una terrina mescolate insieme il riso, i gamberoni, 20 g di ricotta e poca erba cipollina sminuzzata.

Gnocchi.
Questo passaggio è più difficile da spiegare che da fare.
Rivestite l'interno di una tazzina con un pezzo di pellicola trasparente, tagliate la pasta a quadrati di circa 5x5 cm e adagiatene un pezzo sopra la pellicola schiacciandolo leggermente nel centro. Adesso riempite l'incavo con un cucchiaino di farcia, prendete i lembi della pellicola per estrarre la pasta dalla tazzina e portateli verso al centro, tenendoli fermi ruotate la pallina di pasta comprimendola bene. Togliete la pellicola e ripetete le operazioni fino a finire gli ingredienti.

I tre profumi, basilico, porro e rucola.
In un contenitore alto e stretto, mettete le foglie di basilico, un cucchiaino di acqua ghiacciata, un pizzico di sale e mezzo cucchiaio di olio. Frullate fino a quando il composto diventa una sorta di emulsione omogenea, se serve aggiungete poco olio.
Ripetete le stesse operazioni anche per la rucola.
Per quanto riguarda l'emulsione al porro, tagliate preventivamente a listarelle la parte verde della foglia (sarà solo questa parte che andrà utilizzata).

Fiori di zucca.
Sminuzzate i fiori di zucca e passateli per un minuto in padella con mezzo cucchiaio di olio caldo.

Ultimazione e decorazione del piatto.
Cuocete gli gnocchi in acqua bollente (non salata) per circa 4/5 minuti a seconda della grandezza e scolateli.
Nel frattempo, sul piatto, disponete un cucchiaio di ogni emulsione su cui adagerete uno gnocco.
Ultimate spolverando gli gnocchi con i fiori di zucca, pecorino grattugiato e poca erba cipollina tritata.


Ripubblico la ricetta per partecipare al contest Bisi & Bisi del blog Quel gran Pezz di Cucina


mercoledì 4 febbraio 2015

Una zuppa invernale che sa di primavera

Oggi l'erba è più verde e il cielo è terso e azzurro come non mai. L'aria profuma di primavera e sulle piante qualche germoglio fa già capolino. Tra le aiuole di primule e pansé, i primissimi boccioli di rosa.

Era una giornata di inizio febbraio, nella mia cucina una zuppa invernale che sa di primavera ...

ZUPPA DI VERDURE INVERNALI E POLLO
con pepe di Sichuan e fiori di Malva

















Ingredienti per due persone

400 g di verdure invernali miste (spinaci, verza, bieta, cicoria)
2 patate medie
1 petto di pollo bollito in acqua salata
1 pizzico di sale integrale delle Alpi (o altro sale grosso integrale)
6 grani di pepe di Sichuan
fiori di malva essiccati
olio extra vergine di oliva

Come si prepara

Mondate e lavate accuratamente le verdure. Pelate le patate e tagliatele a tocchi di circa 2 cm. In una pentola capiente cuocete le verdure e le patate con due bicchieri d'acqua; spegnete la fiamma solo quando le patate saranno morbide. Passate le verdure con il mixer ad immersione fino ad ottenere una crema omogenea.

Sfilacciate il pollo e mescolatelo alla zuppa.

Pestate al mortaio il pepe di Sichuan con il sale integrale.

Versate la zuppa su fondine individuali e prima di portare in tavola insaporite la zuppa con un filo d'olio, un pizzico di miscela appena pestata; decorate con qualche fiore di malva.



sabato 17 gennaio 2015

Raviolo di broccolo fiolaro di Creazzo e pecorino con ...

La prima volta che vidi le sue foglie irregolari, color verde scuro, risale a 3 anni fa. Non lo conoscevo, era diverso dagli altri. La dicitura sul cartellino riportava "broccolo fiolaro di Creazzo" ma del broccolo non aveva la benché minima somiglianza. Si trattava di una specialità tipica di una zona non molto distante da casa mia e che non potevo continuare ad ignorare. Lo acquistai senza pensarci troppo e la sera stessa diventò l'ingrediente principale di questa buonissima zuppa.

Qualche mese più tardi andai alla sagra del Broccolo Fiolaro di Creazzo, un vero e proprio evento gastronomico con tanto di chef affermati dove tutto quello che è cibo - e non solo - è a base di questo buonissimo broccolo. Un appuntamento che da allora non posso mancare. Qui vi invito a dare un'occhiata al programma della manifestazione di quest'anno (termina domenica!).
Personalmente ho provato dei gustosissimi tortelloni ripieni di broccolo fiolaro in salsa di trota di Cresole e carota bianca di Monticello Conte Otto ... sì, assicuro che non mi sono sbagliata, li ho mangiati in sagra! ;)

Poi i miei pensieri si sono incrociati, scontrati e abbracciati per creare anche quest'anno una ricetta o un'idea diversa per poter gustare questo prezioso ortaggio.

RAVIOLO DI BROCCOLO FIOLARO DI CREAZZO E PECORINO CON BRANZINO IN SALSA D'ACCIUGA (al profumo di caffè e nocciola)


Ingredienti per due persone

Per la pasta:
150 g farina 00
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
acqua q.b.

Per il ripieno:
1 broccolo fiolaro di Creazzo di media grandezza
pecorino semistagionato

Per il branzino:
1 piccolo filetto di branzino pulito
1 cucchiaio di olio di conservazione di acciughe

Per il condimento:
burro
2 filetti di acciuga
caffè solubile in polvere
farina di nocciola

Come si prepara

Pasta.
In una terrina mescolate la farina con l'olio e poca acqua tiepida fino a ottenere un impasto liscio ed elastico. Lasciate riposare la pasta 15 minuti e tiratela dello spessore più sottile possibile Tagliate la pasta con un coppa-pasta rotondo (io con un coppa-pasta di diametro 10 cm ho ottenuto 10 grandi ravioli).

Ripieno.
Lessate il broccolo in abbondante acqua (dovrà essere tenero ma non sfatto). Sgocciolate il broccolo, tagliatelo grossolanamente e passatelo al mixer, unite qualche pezzetto di pecorino e ripetete l'operazione, dovete ottenere una crema densa.

Ravioli.
Farcite i ravioli con un cucchiaino di crema di broccolo e ripiegateli dando la classica forma.

Branzino.
Tagliate a metà il filetto di branzino. In una padella di ghisa scaldate un cucchiaio di olio delle acciughe e rosolate le due parti di filetto da ambo i lati e metteteli da parte.

Ultimazione e composizione del piatto.
Lessate i ravioli in acqua bollente salata. Nella padella dove avete fatto cuocere il branzino fondete una noce di burro e fate insaporire i ravioli, aggiungete qualche pizzico di caffè e di farina di nocciola e fate saltare i ravioli per qualche secondo affinché acquisiscano tutti i profumi.
Nel piatto di servizio mettete sul fondo un pezzetto di burro e un'acciuga, proseguite adagiando il raviolo e il filetto di branzino. Ultimate con una spolverata di caffè, farina di nocciola e qualche goccia di olio delle acciughe.

Bon appétit!


Con questa ricetta partecipo al contest Cavoli, che Ricetta! del blog Pixelicious, di Sara



martedì 9 dicembre 2014

Cappellacci alla zucca e ricordi d'antan

Il tavolo della cucina doveva essere libero perché si doveva fare la pasta.
Facevo la merenda in piedi guardando le donne intente nelle loro mansioni mentre ascoltavo con aria interessata gli argomenti di cui discutevano. Erano storie dei grandi, non le capivo ma sorridevo ai loro sguardi complici.

La cucina d'autunno odorava di zucca, di patate americane, di castagne e di uova sbattute. Le uova non mi sono mai piaciute e il rumore della forchetta che le sbatteva mi ricordava lo sbattutino che mia madre spesso preparava. Stavolta le uova servivano per fare la pasta. Ero serena.

Gli sbuffi bianchi di farina sui loro visi segnati dal tempo mi facevano sorridere, non ero la sola a sporcarmi. Vedere i loro gesti, osservare come le mani traducevano sapientemente la loro esperienza mi affascinava e pensavo che anch'io volevo fare la pasta. Impastarla, stenderla, tagliarla e farcirla di buono. Il problema sarebbe stato ripiegarla.

Le loro dita si muovevano veloci e non riuscivo a capirne il segreto, anch'io volevo farli i tortellini ma potevo darmi tempo: probabilmente era una cosa che si imparava da grandi.

CAPPELLACCI ALLA ZUCCA CON MANDARINO E SALVIA


Ingredienti per 6 persone

Per la pasta:150 g farina di kamut (io, di Molino Grassi)
50 g semola di grano duro (io, Kronos di Molino Grassi)
2 uova grandi

Per il ripieno:
400 g zucca violina
4 amaretti
2 cucchiai di pangrattato
3 chiodi di garofano
1/2 cucchiaino di zenzero in polvere
1/2 cucchiaino di semi di finocchio
qualche goccia di tabasco
1 mandarino non trattato
olio extra vergine di oliva
sale

Per il condimento:
3 noci di burro
salvia
semi di zucca
Parmigiano Reggiano grattugiato


Come si preparano

Pasta.
Versate sulla spianatoia le due farine miscelate, formate un incavo al centro e versate le uova leggermente sbattute. Impastate portando la farina dall'esterno verso l'interno. Lavorate l'impasto fino ad ottenere un panetto liscio ed elastico.

Ripieno.
Togliete la scorza dalla zucca, eliminate i semi e tagliatela a tocchetti. Scaldate due cucchiaii di olio extra vergine di oliva in una padella, aggiungete i chiodi di garofano e lasciate insaporire l'olio per 1 minuto. Cuocete la zucca fino a farla diventare tenera, aggiungendo acqua quando serve. Eliminate i chiodi di garofano e trasferite la zucca in una terrina.
Schiacciate la zucca con una forchetta o riducetela in purea con il passa-verdura. Unite lo zenzero, i semi di finocchio tostati e leggermete pestati, il tabasco e metà della buccia grattugiata del mandarino. Aggiungete gli amaretti frantumati, il pangrattato e qualche pizzico di sale. Mescolate bene per amalgamare gli ingredienti.

Cappellacci.
Stendete la pasta il più sottile possibile e tagliatela a quadri con lato di circa 8 cm. Mettete al centro di ciascun riquadro un cucchiaino di ripieno; ripiegate la pasta su sé stessa per formare un triangolo e premete bene i bordi. Sovrapponete le due punte laterali, portandole verso la base per dare la classica forma dei cappellacci.
Lessate i cappellacci pochi per volta in acqua bollente salata per qualche minuto.

Ultimazione e decorazione del piatto.
Fate fondere il burro in una padella con fondo spesso e fate rosolare la salvia, i semi di zucca e la scorza di mandarino rimanente per un minuto.
Scolate i cappellacci e versateli nel condimento, aggiungete un po' di Parmigiano, un cucchiaio di acqua di cottura e spadellate per un minuto. Servite.


Con questa ricetta partecipo al contest di Molino Grassi "Impastando s'impara"


mercoledì 26 novembre 2014

Linguine agli scampi, un amore di pasta

Non amo particolarmente la pasta ma se devo scegliere prediligo le paste piene, consistenti e pesanti, ovvero quelle ruvide che sanno incorporarne il sugo o quelle ripiene che i sapori se li portano dentro.

Quand'ero piccola la scelta degli spaghetti era spesso motivo di buffe baruffe tra mio padre che non acquistava tipologie superiori al n° 3 e mia madre che invece preferiva gli spaghetti più grossi. Io gli spaghetti non li mangiavo, troppo inconsistenti e lisci, la mia scelta sarebbe ricaduta direttamente sui bigoli. Bigoli al ragù quando si andava al ristorante.

Mi piace sentire la consistenza che fa resistenza o che si lascia penetrare, mi piace odorare il profumo avvolgente del sugo e poterlo gustare e respirare anche in bocca. Amo ascoltare il cibo. Tutto ciò che non me lo permette, lo evito.

A una cena che spaziava dal crudo di pesce all'astice alla catalana, mi proposero delle linguine agli scampi:
- la ringrazio ma sono sazia [... non amo la pasta liscia]
- questa è fatta con amore, gliene porto poca.

E l'amore c'era davvero.
Le linguine in un vortice ricco e passionale trattenevano il gusto penetrante e lievemente piccante del sugo che come una pozione racchiudeva in segreto svariati ingredienti ...

LINGUINE AGLI SCAMPI



Ingredienti per due persone

140 g linguine
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
1 spicchio di aglio
1 scalogno (piccolo)
1 zucchina (piccola)
2 gambi di finocchio
20 pomodorini
8 scampi
vino bianco e brandy per sfimare
sale, pepe
peperoncino in polvere

Come si preparano

Scaldate un cucchiaio di olio in una padella di ghisa o con fondo spesso, soffriggete l'aglio (lasciato intero) e lo scalogno affettato grossolanamente.
Aggiungete gli scampi da cui avrete eliminato il filetto nero e sfumate con un po' di vino e brandy. Lasciate evaporare l'alcol a fiamma vivace.
Eliminate lo scalogno e l'aglio e togliete gli scampi.
Aggiungete la zucchina finemente affettata, i pomodorini divisi in 4 parti e i gambi di finocchi tagliati a pezzi grandi. Cuocete a fiamma dolce con il coperchio fino a quando i pomodorini non saranno completamente disfatti; lasciate asciugare il sugo e regolate il gusto del sugo con sale, pepe e un pizzico di peperoncino. Eliminate i gambi di finocchio.
Portate a bollore dell'acqua salata e cuocete le linguine tenendo la cottura 2 minuti indietro rispetto i tempi previsti.

Togliete il carapace da 6 degli 8 scampi e uniteli al sugo spezzettati.
Trasferite la pasta nella padella del sugo e spadellate per 2-3 minuti versando qualche cucchiaio dell'acqua di cottura.

Servite guarnendo i piatti con uno scampo intero.

Con questa ricetta partecipo al contest Sfumature di Gusto per la categoria dei primi.