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giovedì 26 gennaio 2017

Inverno a colori

Non so voi ma io non avevo mai pensato a una torta salata invernale e al contempo coloratissima come quelle estive. Eppure c'è chi le pensa e le fa utilizzando verdure e prodotti tipicamente invernali ma portando in casa i colori del sole che in queste fredde giornate male non fa. 

Una è lei, Giulia di Kappa in Cucina, è da lei che ho scoperto questa deliziosa torta salata. Velocissima da fare, colorata, profumata e così invitante che sfido chiunque a non volerla provare!😉 


TORTA SALATA CON BROCCOLETTI, SALSICCIA E POMODORINI

A differenza di Giulia io ho usato dei broccoletti di Bruxelles al posto del broccolo e ho omesso il finocchio.

Ingredienti

1 confezione di pasta sfoglia rotonda o rettangolare a seconda della vostra teglia
250 g broccoletti di Bruxelles
150 g salsiccia di maiale
250 pomodorini
1/2 cipolla bianca
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva


Come si prepara

Innanzitutto preriscaldate il forno a 200°C, modalità ventilato.
Imburrate la teglia e stendete la pasta sfoglia, bucherellate la base. Coprite la superficie con carta alluminio e versateci sopra dei legumi secchi per far sì che non si alzi troppo durante la cottura.
Infornate per 15 minuti.

Nel frattempo tritate la cipolla e fatela rosolare in un cucchiaio di olio bollente; aggiungete i broccoletti e lasciateli cuocere per circa 10 minuti aggiungendo acqua all'occorrenza. Salate e mettete da parte.

Togliete il budello alla salsiccia e con l'impasto ricavate tante polpettine che cucinerete per 10 minuti nella padella dove prima avete cotto i broccoletti.

Tagliate in quatto pezzi i pomodori.


Eliminate la carta alluminio dalla pasta sfoglia e bucherellate nuovamente la superficie. Rimettete in forno e cuocete per altri 10 minuti, bucherallando almeno altre 2 volte la base della pasta.

Lasciate intiepidire il guscio di pasta sfoglia e farcitelo con i broccoletti, salsiccia e pomodorini.

Servite la torta salata tiepida magari condita con un filo di olio e un pizzico di sale.



giovedì 5 maggio 2016

Insalata di grano, asparagi e ricotta

E' tempo di primavera, 
di fiori e profumi,
di nuovi colori.

E' tempo di passeggiare al sole,
di rilassarsi 
e di pranzare all'aperto.

È tempo di sorridere,
di scoprirsi 
e di rinascere.

INSALATA DI GRANO CON ASPARAGI E RICOTTA


Ingredienti per due persone


160 g grano
250 g asparagi verdi
1 cm zenzero
6 steli erba cipollina
ricotta fresca
olio extra vergine di oliva
sale


Come si prepara

Preparate e cuocete gli asparagi:
lavate e pelate gli asparagi, eliminate la parte finale del gambo, tagliateli a tocchetti lasciando intatta qualche punta. In una padella scaldate un cucchiaio di olio e unite gli asparagi. Cuocete a fuoco lento aggiungeno poca acqua quando serve.


Cuocete il grano
in acqua bollente salata, condite con un cucchiaio d'olio e lasciatelo intiepidire.

Preparate gli aromi:
pelate e tritate finemente lo zenzero e tagliuzzate l'erba cipollina.


Condite l'insalata:
Unite gli asparagi al grano, mescolate e aggiungete lo zenzero e l'erba cipollina. Se serve regolate il sapore con un pizzico di sale e servite con qualche cucchiaino ricotta.


venerdì 19 febbraio 2016

Torta salata con radicchio, funghi e cipolla

Una torta salata per cena?

Quando il frigo è mezzo vuoto, 
quando le idee in cucina sono a zero, 
quando non ho tempo di stare ai fornelli, 
risolvo così! 

Questa qui sotto è stata fatta davvero con le rimanenze del frigo e della dispensa
e ora posso andare a far la spesa felice! ;)

TORTA SALATA CON RADICCHIO, FUNGHI E CIPOLLA


Ingredienti 

1 confezione di pasta sfoglia
1 radicchio (nel mio caso pan di zucchero)
1 confezione di funghi trifolati
400 g ricotta vaccina fresca
1 uovo
1/2 cipolla rossa
sale
pepe nero macinato al momento
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva


Come si prepara

Mondate, lavate e tagliate a striscioline le foglie di radicchio.
In una pentola scaldate l'olio e fatevi appassire il radicchio, aggiungete i funghi scolati dall'olio, salate, mescolate e cuocete per 1 minuto. Togliete la pentola dal fuoco e lasciate intiepidire, unite poi la ricotta e l'uovo, amalgamate gli ingredienti.
In uno stampo per crostate rivestito da carta forno, stendete la pasta sfoglia e bucherellate la superficie. Versate il composto di radicchio e ricotta e insaporite con un pizzico di sale e pepe a piacere. Affettate sottilmente la cipolla e distribuitela sulla superficie.
Infornate a 200 °C per circa 20/25 minuti.

Servite tiepida.

lunedì 11 gennaio 2016

Tarte di zucchine, radicchio e fichi secchi

Emozionarsi e commuoversi, sentire il proprio cuore gonfiarsi di gioia semplicemente perché il proprio figlio ha imparato ad afferrare un pupazzetto è una cosa troppo grande.
Mai smetterò essere grata alla vita che mi ha permesso di godere di questi momenti e adesso più che mai mi rendo conto di quanto sono fortunata. 

Con un nodo alla gola,
un pensiero e una preghiera a tutte mamme e ai bambini che brillano in cielo <3

TARTE DI ZUCCHINE, RADICCHIO E FICHI SECCHI


Ingredienti

1 confezione di pasta sfoglia
2 zucchine piccole
1 cespo di radicchio precoce di Treviso
4 fichi secchi
2 uova
3 cucchiai di ricotta
4 cucchiai di Grana grattugiato
erba cipollina
olio extra vergine di oliva
sale
pepe nero

Come si prepara

Stendete la pasta sfoglia su una teglia e bucherellate la superficie.
Lavate le zucchine e tagliate a fette sottili, pulite anche il radicchio e tagliatelo a striscioline. Distribuite sulla pasta in successione le fettine di zucchine e il radicchio.
In una ciotola sbattete le uova, aggiungete un pizzico di sale e uno di pepe e incorporate la ricotta. Distribuite il composto di uova e ricotta sopra il radicchio e regolate con sale e pepe e unite i fichi tagliati a cubetti. Aggiungete il grana e un cucchiaio di olio e l'erba cipollina spezzettata.

Infornate a 180°C fino a doratura della pasta (circa 25 minuti).



giovedì 25 giugno 2015

MTC n°49. Che hamburger sia!

Seconda volta all'MTC.
La prima fu quella dell' MTC sul gelato e capii subito che non era il solito contest: le regole di esecuzione, il rispetto delle tradizioni e del procedimento, il rigore sulla scelta degli alimenti e la messa al bando degli ingredienti surrogati, erano tutte postille che suggerivano una certa difficoltà e conoscenza.

Un bella sfida e sicuramente una buona motivazione per approfondire argomenti poco noti sul tema food. Oggigiorno, la cucina è fast, si cucina in 5 minuti e i piatti della nonna, se in qualche famiglia esistono ancora, sono relegati alla domenica.

L'hamburger è la pietanza fast per antonomasia, se devi mangiare qualcosa di veloce, mangi sicuramente un panino. Ma è davvero così?

No, l'hamburger che si fa rispettare è preparato con minuziosa dedizione e numerosi passaggi. Funziona esattamente come per le lasagne alla bolognese: un piatto tradizionalmente  lungo da preparare: sfoglie di pasta all'uovo e ragù di sicuro non si preparano in 10 minuti a patto che tu non decida di prendere pasta e sugo al supermercato ...

LEBANESE STYLE BURGER PER L'MTC n° 49
L'hamburger di ispirazione libanese

Ingredienti per 4 hamburger



Per i buns integrali alla cipolla:
125 g farina integrale
125 g farina Manitoba
130 g latte
4 g lievito di birra
1 cucchiaino di miele
10 g zucchero
5 g sale
25 g burro a temperatura ambiente
25 g cipolla dorata

Per ultimare i buns:
semi di sesamo
latte
1 cucchiaino di miele

Per i burger di manzo e ceci (con queste quantità ne vengono 6):
400 g spalla di manzo
120 g ceci secchi, messi in ammollo per 24 ore
1/2 cipolla dorata
2 cucchiai di uvetta
prezzemolo, qualche ciuffo
buccia e succo di 1/2 limone non trattato
sale
pepe nero, macinato al momento

Per il labneh:
500 g yogurt bianco al naturale
1/2 cucchiaino di sale

Per la salsa di pomodorini e basilico
12 pomodorini
6 foglie di basilico
olio extra vergine di oliva
sale

Per la salsa allo yogurt:
125 g yogurt bianco al naturale
1 goccia di tabasco
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
1 cucchiaino di olio extra vergine di oliva
sale

Per l'insalata:
1 cespo di lattuga a piacere
1 cippollotto rosso
1 cetriolo
1 peperone
2 pomodori ramati
sale
succo di limone
olio extra vergine di oliva
prezzeomolo

Per completare l'hamburger:
lattuga
cetriolo
cipollotto rosso
melanzana
pomodoro cuore di bue


Come si prepara

Buns integrali alla cipolla

Tritate finemente la cipolla e fatela imbrunire in una padella di ghisa o antiaderente senza aggiungere altro.

Scaldate leggermente il latte, scioglietevi il miele e il lievito e lasciate riposare per 10 minuti.
In una terrina di vetro setacciate le due farine, aggiungete la miscela di latte e lievito e mescolate fino ad assorbimento. Aggiungete la cipolla, il burro, il sale e lo zucchero e impastate fino a quando l'impasto risulterà liscio e omogeneo.

Coprite la terrina con pellicola trasparente e lasciate lievitare per circa due ore (o fino al raddoppio).

Prendete l'impasto e sgonfiatelo leggermente, formate una sorta di rettangolo, dopodiché portate il lembo di destra verso il centro e il lembo di sinistra sopra quello destro (nella ricetta dei buns di Saparunda trovate delle immagini molto esplicative). Girate l'impasto di 90° e ripetete la stessa operazione. Lasciate lievitare (coperto da un panno) per una mezz'ora con la piega rivolta verso il basso.

Formate i panini dando una forma rotonda e disponeteli sulla placca del forno. Copriteli con pellicola e lasciateli lievitare per un'ulteriore mezz'ora.

In un piccolo contenitore sciogliete un cucchiaino di miele con un cucchiaio di latte e spennellate i buns, Distribuite sulla superficie i semi di sesamo e cuoceteli in forno caldo a 180°C per circa 20 minuti, dovranno essere leggermente dorati.
Una volta cotti, estraeteli dal forno e lasciateli raffreddare sulla gratella. 

Burger di manzo e ceci

Tritate la carne (preferibilmente con il coltello) e trasferitela in una terrina.

Nel tritatutto versate i ceci precedentemente messi a bagno per un giorno intero (cambiando l'acqua ogni 8 ore), unite l'uvetta e la cipolla tagliata grossolanamente e mixate fino a quando i ceci saranno della grandezza di un chicco di riso. Sminuzzate finemente la buccia di limone e il prezzemolo e aggiungeteli ai ceci, versate il succo di limone filtrato e mescolate per amalgamare i sapori.

A questo punto unite i due composti, insaporite con sale, pepe e un cucchiaio di olio e amalgamate tra loro tutti gli ingredienti.

Formate gli hamburger esclusivamente con le mani (non dovranno essere troppo perfetti) e trasferiteli in frigo fino al momento di cuocerli.


Labneh

In una terrina mescolate bene il sale allo yogurt, trasferite il composto in una garza sterile e cercando di formare una sorta di sacchettino, appendete la garza in modo che il contenuto possa gocciolare.
Lasciate riposare per 12 ore. Lo yogurt avrà ora la consistenza del Philadelphia, il labneh è pronto.

Salsa di pomodorini e basilico

Tagliate a metà i pomodorini e versateli in un contenitore stretto e a bordi alti con il basilico, un pizzico di sale e un cucchiaio di olio. Frullate fino ad ottenere una salsa liquida e omogenea.

Salsa allo yogurt

Mescolate insieme tutti gli ingredienti.

Insalata

Mondate e lavate tutte le verdure. Tagliate a fette il cetriolo, il cipollotto e a cubetti i pomodori. Tagliate a listarelle il peperone e tritate il prezzemolo.

Unite le verdure in contenitori da servizio mono-porzione e conditele con olio, sale, limone e una spolverata di prezzemolo.

Cottura e ultimazione del piatto

Tagliate a fette la melanzana e a metà i panini.

Mettete la piastra o griglia sul fuoco, quando è ben calda grigliate le fette di melanzana e fate tostare la parte interna dei buns.
Togliete dalla piastra le melanzane e il pane e adagiateci gli hamburger; cuoceteli senza premerli e girandoli più volte. Salateli leggermente a fine cottura.

Distribuite un cucchiaio scarso di salsa ai pomodorini sulla base del panino e in ordine, proseguite con una o due fette di melanzana a seconda della grandezza, 1/2 cucchiaio di labneh, l'hamburger, una foglia di lattuga (nella foto mi sono dimenticata di metterla! Sob!) una fetta di pomodoro, 1/2 cucchiaio di labneh, qualche fettina di cipollotto e di cetriolo. Distribuite un altro cucchiaio di salsa ai pomodorini sull'altra metà del pane e chiudete il panino.

Servite subito con la salsa allo yogurt e l'insalata.



Con questa ricetta partecipo alla sfida di giugno dell' MTC.



giovedì 11 giugno 2015

Vietato dire NON CE LA FACCIO

"Vietato dire NON CE LA FACCIO"

L'articolo sostiene che questa frase ha il potere di impedire alle persone di realizzare ciò che vuole. E io un po' ci credo. Non so bene come funziona ma credo che il principio sia quello della famosa legge dell'attrazione: vuoi una cosa? Desiderala intensamente, impegnati e riempiti di pensieri positivi.

Funziona? Io sono convinta di sì!

RISO VENERE CON VERDURINE E ALBICOCCA

Ingredienti per due persone


100 g riso venere
150 g sedano, solo la costa
1 carota grande o 2 piccole
5 albicocche secche
prezzemolo riccio
succo e buccia di 1/2 limone non trattato
olio extra vergine di oliva
1 albicocca fresca

sale nero dell'Himalaya (Kala Namak)
olio extra vergine di oliva
ristretto di aceto balsamico


Come si prepara
Lavate il riso sotto l'acqua corrente per 10 minuti, dopo di che cuocetelo in acqua bollente salata.

Mondate e lavate le coste di sedano e la carota, tagliate tutto a piccoli cubetti. Tagliuzzate anche le albicocche e tritate il prezzemolo tenendo due cimette da parte e unite alle verdure. Condite il composto con il succo del limone, la buccia grattugiata e 2-3 cucchiai di olio (non serve salare).

Scolate il riso - tenete da parte l'acqua di cottura ... la utilizzeremo per la prossima ricetta ;) - sciacquatelo brevemente sotto l'acqua fredda e lasciatelo riposare in un largo contenitore (meglio se di legno) per circa 15 minuti.

Trascorso questo mescolate le verdurine col riso, impiattate e decorate con qualche spicchio di albicocca fresca e del prezzemolo. 
Subito prima di servire, non sopra ma attorno, decorate con qualche goccia di olio e di aceto balsamico e spolverate con un pizzico di sale nero dell'Himalaya, non abbondate perché il suo gusto è molto solfureo e non a tutti piace; qui trovate qualche informazione in più.



Con questa ricetta partecipo al contest di Golosometro.it


venerdì 22 maggio 2015

Torta salata o quiche?

Torta salata e quiche, conoscete la differenza?
Una è nostrana e l'altra francese ma entrambe si cuociono in forno ed entrambe racchiudono gustosi ingredienti in un involucro di pasta brisée o sfoglia.

E' vero che suona più raffinato chiamare una torta salata "quiche" ma fonetica a parte, qual è la differenza sostanziale?

Ovviamente non può essere che la presenza di un ingrediente: nella quiche infatti è presente la
crème fraîche, ovvero panna che grazie all'aggiunta di colture di Lactobacillus acquisisce un sapore acidulo e una consistenza più compatta.

La variante più conosciuta della torta d'oltralpe è la quiche lorraine che contiene uova, crème fraîche e pancetta; la quiche vosgienne consente in più l'aggiunta di formaggio fondente e se invece volete provare la quiche dell'Alsazia dovete aggiungere la cipolla.

In Italia non esiste la torta salata per antonomasia, per realizzarla basta un po' di fantasia ...

La ricetta che propongo oggi è tratta dall'ultimo numero di Oggi Cucino. Semplice da realizzare, colorata e saporita. Provatela, il risultato è assicurato ;)

TORTA SALATA CON PORRI, PISELLI E PROSCIUTTO
 

Ingredienti

2 confezioni di pasta sfoglia
150 g porro
1 uovo
150 g piselli (io quelli in scatola)
60 g provola
40 g Grana Padano
200 g prosciutto cotto tagliato a fette
olio extra vergine di oliva
sale
pepe
semi di papavero per guarnire

Come si prepara

Tagliate il porro a fettine sottili e fatelo appassire in un cucchiaio di olio,. Aggiungete i piselli, mescolate e continuate a cuocere per 2 minuti (se utilizzate dei piselli freschi o surgelati portate il tempo a 15 minuti).

In una terrina sbattete l'uovo, unite il Grana grattugiato e la provola a cubetti. Insaporite con sale e pepe, unite i piselli e il porro, mescolate e lasciate riposare per qualche minuto.

Foderate il fondo e i bordi di una teglia da forno con un disco di pasta sfoglia e ricopritela con alcune fette di prosciutto. Versate il composto di uova e piselli e ultimate coprendo la farcia con il prosciutto rimasto.

Tagliate il rimanente disco di pasta a strisce e utilizzatele per chiudere la torta. Decorate con i semi di papavero e infornate a 180°C per 30-35 minuti. Servite tiepida.



Con questa ricetta partecipo alla bellissima raccolta "Stagioniamo! Facciamo un pic-nic?"

giovedì 30 aprile 2015

Cerealotto al cipollotto, pistacchio e pesto di cardamomo con rosa allo zafferano e pecorino, per un vecchio concorso

Pubblico solo ora una ricetta molto particolare che inventai quasi un anno fa in occasione del contest Risottiamo indetto da Riso Gallo. Una sorta di risotto con riso, farro e orzo dai profumi indubitabilmente persiani ma che mantiene il cordone ombelicale con la nostra bell'Italia grazie al gusto inconfondibile del pecorino sardo. Un piatto unico, ricco e speciale, un gioco di ammiccante complicità tra ingredienti tanto diversi quanto unici, un abbraccio culinario tra due paesi diversamente mediterranei.

CEREALOTTO AL CIPPOLLOTTO, PISTACCHIO, PESTO DI CARDAMOMO CON ROSA ALLO ZAFFERANO E PECORINO




Ingredienti per due persone 

120 g riso 3 Cereali Riso-Farro-Orzo
Zafferano, 1 bustina
30 g pecorino sardo semi stagionato
2 cipollotti 
2 cucchiai olio extra vergine di oliva italiano 
1 spicchio di aglio
2 g pinoli 2 g
2 noci burro 2
100 g fave fresche 100 g
20 g farina di mais gialla
2 filetti di merluzzo
15 g pistacchi tritati grossolanamente 
sale nero di Cipro
35 g cipolla dorata tritata
100 g farina 00 100 g
3 bacche cardamomo verde 

Come si prepara

La ricetta prevede 4 preparazioni indipendenti che andranno a formare il piatto finale.

Sfoglie di cipolla
Mescolare la farina di mais con 80 g di farina 00, la cipolla tritata, 1 pizzico di sale nero di Cipro, 1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva. Impastare con acqua a temperatura ambiente. aggiunta poca per volta, fino ad ottenere un impasto compatto e non appiccicoso. Lasciatelo riposare in frigo per 10 minuti, dopodiché stendetelo dello spessore di 2 mm e tagliate la pasta a forma di triangolo. Adagiate le sfoglie sulla placca del forno e cuocete a 180 °C, modalità statica, per circa 7/8 minuti.

Pesto di cardamomo
Pestare nel mortaio 2 g di pinoli con i semi di 3 bacche di cardamomo verde e un cucchiaio di olio fino a ottenere una sorta di crema omogenea.

Rose di merluzzo al pecorino e zafferano
In una terrina mescolare 20 g di farina 00 con una bustina di zafferano e il pecorino sardo grattugiato. Con il composto "impanare" i filetti di merluzzo (tagliati in precedenza a metà nel senso della lunghezza). Arrotolare l'una sull'altra le rispettive metà dei filetti e infornare a 180° C per 10 minuti (forno ventilato).

CerealottoRosolare in un noce di burro lo spicchio d'aglio tagliato a metà, dopo un minuto eliminatelo, aggiungete i cipollotti finemente tritati, rimestate con fiamma vivace per 20 secondi ed aggiungete i 120 g di Riso Gallo ai 3 cereali, tostate e sfumate con brandy; lasciate evaporare l'alcol e iniziate la cottura come se doveste fare un risotto aggiungendo acqua poca alla volta. Nel frattempo portate ad ebollizione dell'acqua salata e cuocete le fave. Quando i cereali avranno raggiunto i tre quarti di cottura correggete il sapore con sale e pepe, unite le fave e metà dei pistacchi. Ultimate la cottura, spegnete e mantecate con l'altra noce di burro.

Ultimazione e decorazione del piatto
Depositate in ciascun piatto un mestolo di "cerealotto", al centro adagiate le rose di merluzzo, decorate i piatti con i rimanenti pistacchi e qualche goccia di pesto di cardamomo sopra i cereali. Servite con le sfoglie di cipolla.

sabato 25 aprile 2015

Seppie al forno con zucchine e uvetta


Non amo pulire il pesce, non mi è mai piaciuto; al massimo mi limito a pulire i gamberoni e gli scampi, tutto il resto me lo faccio preparare in pescheria.

Da amante della cucina però non posso continuare ad ignorare certe cose ... è un po' come se sapessi cucinare la pasta ma non avessi la benché minima idea di come farla. Insomma, una pseudo-cuoca zoppa.

E poi imparare mi piace, in fondo posso anche imparare a pulire il pesce, no?

E così è successo che in pescheria ho chiesto delle seppie da pulire. :)

SEPPIE AL FORNO CON ZUCCHINE E UVETTA


Ingredienti per due persone

Per le seppie:
8 seppie medie, pulite o da pulire a seconda del tempo a disposizione - io per pulirne 8 ho impiegato un'ora ... ma per me era la prima volta ;)
olio extra vergine di oliva
sale
pepe
2 rametti di rosmarino
olive nere

Per le zucchine:
3 zucchine
1 spicchio d'aglio
uvetta sultanina
olio extra vergine di oliva
sale
pepe
prezzemolo

Come si preparano

Pulizia delle seppie.
Se come me scegliete di acquistare delle seppie da pulire, seguite questi semplici passaggi ... serve un po' di pazienza ma non è difficile.
Prima di cominciare munitevi di guanti in lattice e di un forbicina affilata.

  • con la forbice tagliate il dorso della sacca ed estraete l'osso (non potete sbagliarvi, è l'unico osso presente)
  • separate ora la sacca dalla testa e con un dito eliminate le viscere, tra queste troverete anche la vescichetta con l'inchiostro, se vi interessa tenerla fate attenzione a non romperla (la riconoscete dal colore quasi perlaceo).
  • dalla testa con la forbicina eliminate gli occhi - posti lateralmente - e il becco
  • per ultimo eliminate la pelle grigiastra che riveste la sacca, non è un operazione difficile: vi basterà alzarla leggermente e staccarla con delicatezza
Seppie.
Per la ricetta vi serviranno solo le sacche, nulla vi vieta di cucinare anche le teste ma se volete fare delle deliziose polpettine di seppia, tenetele in frigo - se sono fresche durano 2 giorni - e corservatele per la prossima ricetta! ;)

Sciacquate bene le sacche delle seppie sotto l'acqua corrente e tamponatele con carta da cucina.
Sporcate una pirofila con un giro d'olio extra vergine di oliva e adagiatevi sopra le seppie.
Insaporite con sale, pepe e rosmarino. Guarnite con qualche oliva nera e coprite la pirofila con carta alluminio.
Infornate a 180° C per 20 minuti (il forno deve essere già caldo).

Zucchine.
Lavate e tagliate le zucchine a rondelle.
In una padella fate rosolare lo spicchio d'aglio con un cucchiaio d'olio. Eliminate l'aglio e aggiungete le zucchine, fatele saltare a fiamma viva per due minuti; unite una mezza manciata di uvetta e insaporite con sale e pepe. Abbassate la fiamma e portate a cottura. Ultimate con una spolverata di prezzemolo tritato.

Preparazione del piatto.
Servite le seppie su piatto da portata con un filo d'olio a crudo e accompagnate con le zucchine.


Buon 25 aprile!

lunedì 20 aprile 2015

Raccogliere. Bruscandoli

In assoluto la trovo l'attività più rilassante. Sì, ancor più rilassante che cucinare.

Adoro raccogliere le erbe spontanee nei prati e gli ortaggi dall'orto; amo mettere insieme i frutti della terra.
 
Raccogliere, un'attività banale ma di grande cultura. I nostri nonni sapevano raccogliere. Loro conoscevano le più svariate erbe spontanee, le riconoscevano in un batter d'occhio, sapevano cos'era commestibile e cosa no, imparavano qual'era il periodo migliore per gustarle.
 
E poi ancora centinaia di ricette diverse per cucinarle, tramandate da madre a figlie.
 
Un sapere prezioso.
 
Cultura e tradizione in una parola. Ecco perché mi piace raccogliere.
 
RISO SELVAGGIO E BRUSCANDOLI
 
 
Ingredienti per due persone
 
120 g di riso misto tra lungo e selvaggio
1/4 di cipolla dorata
1 mazzetto di bruscandoli, cliccate qui per maggiori info
sale
pepe
olio extra vergine di oliva
1 piccolo peperoncino rosso
 
Come si prepara
 
Mondate e lavate accuratamente i bruscandoli.
Tritate la cipolla e fatela imbiondire in padella con un cucchiaio di olio e il peperoncino spezzettato.
Tritate finemente anche i bruscandoli - avendo cura di tenere da parte qualche cimetta per la guarnizione - e versateli sulla cipolla. Mescolate e cuocete per 5 minuti.
Insaporite con sale e pepe, aggiungete qualche cucchiaio d'acqua e continuate la cottura fino a quando i bruscandoli saranno teneri e avranno un buon sapore.
 
Nel frattempo cuocete il riso a vapore versando il riso in una pentola e coprendolo a filo con acqua. Chiudete la pentola con un coperchio e cuocete a fiamma bassissima fino a esaurimento del liquido; se il riso dovesse risultare troppo al dente versate ancora qualche cucchiaio di acqua e portate a cottura. Fate intiepidire.
 
Unite i bruscandoli al riso, aggiungete un cucchiaio di olio e mescolate.

Impiattate con l'aiuto di coppa-pasta, guarnite con le cimette di bruscandoli intere e servite.
 
Se volete ottenere un piatto unico potete completare il piatto con dell'insaltata, qualche pomodorino e della mozzarella.
 
 
 
 
 
 
 
 

giovedì 4 settembre 2014

Dall'India: spezzatino speziato con ceci

Amo sfogliare vecchie riviste o libri di cucina e osservare come anche l'arte culinaria si trasformi nel corso degli anni a seconda delle tendenze. 

A volte però succede che tra pagine di ammiccanti gratin di patate, sontuosi timballi di riso e varie versioni di soffici torte alle mele, anche in una rivista di quindici anni ago, capita di imbattersi in una ricetta tanto attuale quanto curiosa. Probabilmente quelli erano gli anni dei primi approcci verso la cucina etnica, gli anni in cui il diverso ed il lontano più che spaventare, incuriosiva e soprattutto faceva figo. E così iniziarono a spopolare ristoranti giapponesi, indiani, persiani e chi più ne ha più ne metta; ristoranti indicatori dello status sociale e perciò frequentati perché quando ancora non esisteva la moda del all you can eat, questi erano "posti per pochi" ... per quelli che viaggiavano, per quelli culturalmente aperti, per quelli coi soldi.

Poi come sempre capita, il surplus dell'offerta fa abbassare i prezzi e finalmente anche quelli della classe meno abbiente possono avvicinarsi a piatti speziati, frutti esotici, sushi e hashi. E se ogni causa ha il suo effetto ed ogni effetto ha una propria causa che lo determina, ecco che prontamente, i fighi di quindici anni fa che devono tenere alta la loro immagine, decidono di convertirsi al vegetarianismo se non addirittura al veganismo, diventano ecologicamente responsabili e acquistano bio. 
 
Mangiare vegetariano, vegano e bio è più oneroso ma fa bene ed è più sano, giusto? Se trovate qualcuno contrario a questa affermazione, fatemelo sapere. Che fa bene e che sia più sano ce lo declamano tutti i giorni i media, ovvero la bocca del mercato e dell'economia delle multinazionali che puntano a far crescere i propri business con strategie di marketing coinvolgenti tutti i settori, dall'agricoltura ai servizi, fregandosene però dei veri valori morali ed etici che sono le fondamenta di queste culture gastonomiche.
 
Ma cosa succederà tra qualche anno quando anche le mode e l'economia legate al bio e all'etico scemeranno? Forse torneremo ad apprezzare la cucina povera, con conseguente nascita di ristoranti "tradizionali" che propongono i piatti "di una volta" e magari cominceremo a coltivarci gli ortaggi, in giardino o in terrazzo, senza pesticidi e con tanto amore ... quasi bio! ;) 
 
La storia ce lo insegna: il mondo è dominato dal potere e tutto gira attorno all'economia. Probabilmente se capissimo che la terra gira invece solo attorno al sole e che senza sole non c'è vita, vivremmo davvero felici ... e ciascuno sarà libero di mangiare ciò che vuole senza lasciarsi condizionare dal trend del momento.
 
Tuttavia se la cultura gastronomica non fosse così varia, bizzarra e contaminata, quasi certarmente non mi piacerebbe. Buon appetito! ;)

DALL'INDIA: SPEZZATINO SPEZIATO CON CECI


Ingredienti per due persone

400 g ceci lessati (vanno bene anche quelli in scatola)
400 g spalla o coscia di agnello disossata
1 cipolla dorata
2 pomodori ramati
1 cm di zenzero fresco
1 piccolo peperoncino rosso
30 g burro (o ghee se volete essere puristi)
1/2 cucchiaino di paprica
1/2 cucchiaino di curcuma in polvere
1/2 cucchiaino di cumino in polvere
1/2 cucchiaino di zucchero
1/2 cucchiaino di garam masala (miscela di spezie indiana)
sale

Come si prepara

Tritate la cipolla; scottate, togliete la pelle dai pomodori e tagliateli a spicchi. Tritate lo zenzero e il peperncino. Preparate la carne di agnello privandola delle parti grasse e tagliandola a pezzi di circa 2 cm.
In una pentola fate fondere il burro e fateci insaporise l'agnello per 5 minuti a fuoco dolce. Aggiungete la cipolla e cuocete, mescolando spesso, per 3-4 minuti. Unite ora lo zucchero, qualche pizzico di sale e le spezie (ad esclusione del garam masala), mescolate e lasciate insaporire per 10 minuti a fiamma bassa.
Unite ora i pomodori e qualche cucchiaio di acqua calda, coprite e proseguite la cottura per 30 minuti controllando di tanto in tanto che il liquido non sia completamente evaporato, in questo caso aggiungete acqua.
Scolate e sciacquate i ceci e versateli sullo spezzatino, mescolate e cuocete per altri 10 minuti.

Servite subito con una spolverata di garam masala. Accompagnate con del pane indiano (come ad esempio il naan, qui trovate una versione col lievito madre)





lunedì 23 dicembre 2013

Un nuovo piatto e buon Natale

Qualcuna di voi sa com'è andata, in ufficio è stata tolta la possibilità di navigare sui blog ed io che approfittavo della pausa pranzo per leggervi e scrivere, non ho più potuto farlo. A casa il tempo è risicatissimo e in più quest'estate, dopo il grande trasloco, ho deciso di fare il passo che sognavo da tempo: ho ripreso gli studi :)


Questa volta però ho unito l'utile al dilettevole, ho seguito la mia passione e voi sapete di quale passione parlo ;) So che non sarà facile, iscriversi all'università a 32 anni non è una passeggiata, però è così entusiasmante! ^_^ Non mi ricordavo cosa si prova prima di un esame, non mi ricordavo quanto bello sia immergersi nei libri, non mi ricordavo quanto sapere c'è nel mondo. Finalmente mi sento di nuovo motivata ma soprattutto, finalmente, sono riuscita a tornare a scrivere quiiiiii :)


A tutte voi,
che non consapevoli
avete contribuito ad allargare la mia passione per la cucina
A tutte voi,
che mi avete dato forza e coraggio
A ciascuna di voi 
dalla quale ho preso spunti e esempi di vita 
A tutte voi,
donne, mamme, amiche,
auguro
con tutto il cuore
di passare un Natale pieno di gioia e amore.
Buon Natale
 
 
TARTARE DI ARINGA E RADICCHIO DI TREVISO CON CAVOLFIORE ALLA LIQUIRIZIA
 
 
 Ingredienti per due persone
 
2 filetti di aringhe affumicate (le mie in legno di faggio)
2 cespi di radicchio tardivo di Treviso
1 cucchiaio di olio di soia
qualche goccia di succo di limone
erba cipollina
 
1 piccolo cavolfiore
3 cubetti di liquirizia pura
 
Per accompagnare:
riso selvaggio al vapore
 
 
Come si prepara
 
Tartare di aringa e radicchio di Treviso:
Tagliate a cubetti di circa mezzo centimetro l'aringa. Lavate e mondate il radicchio, tagliate le foglie a pezzetti, lasciando però intero il cuore interno.
In una padella scaldate un cucchiaio di olio, rosolate il radicchio per qualche minuto ed unitelo all'aringa. Spruzzate qualche goccia di limone, aggiungete l'erba cipollina tritata e mescolate.
 
Cavolfiore alla liquirizia:
Pulite il cavolfiore, lavatelo e dividete le cimette. In una padella larga, distribuite uno strato di cavolfiore, unite due cubetti di liquirizia e coprite per metà di acqua. Chiudete la padella con il coperchio e cuocete a fiamma bassa fino a cottura.
 
Ultimazione e decorazione del piatto:
Sistemate la tartare di aringa con l'aiuto di un coppa-pasta a lato del piatto, a fianco adagiate in verticale l'interno del radicchio che avete lasciato intero. Continuate sistemando le cimette di cavolfiore alla liquirizia ben sgocciolate. Frantumante il cubetto di liquirizia rimasto e usate la polvere per decorare il piatto. Accompagnate con riso selvaggio cotto a vapore.
 

martedì 21 maggio 2013

Economica e veloce, una piadina speciale

Quando il tempo a disposizione è poco, capita anche di non riuscire a fare la spesa ... beh, poco male, penserete voi dato che la dispensa di un'appassionata di cucina solitamente scoppia! Brave, poco male, forse stavolta riusciremo davvero a dar fondo alla scorta di alimentari che potrebbe sfamarci per mesi e mesi ;)


Quello che poi ad una food-blogger non manca mai è la fantasia e a dimostrazione, girovagando per blog mi capita di restare basita davanti a foto di piatti spettacolari composti con ingredienti semplicissimi.
Ieri sera ho fatto proprio questo: 4 ingredienti base +  una manciata di erbette aromatiche + un pizzico di fantasia, et voilà ...

PIADINA AL TACCHINO, CAROTE E FAGIOLINI, CON MAIONESE ALL'ORIGANO FRESCO


 Ingredienti per due persone

Per le piadine:
2 piadine
2 parti di tacchino arrosto già cotto
3 carote
1 foglia di porro
qualche fogliolina di timo
150 g di fagiolini surgelati o freschi
qualche fogliolina di menta
sale
pepe
olio di mais

Per la maionese all'origano:
1/tazzina di latte intero
qualche fogliolina di origano fresco
1 tazzina di olio di mais
1 pizzico di sale


 Come si prepara

Piadine.
Iniziate scaldando un cucchiaio di olio in una padella e cuocete, facendoli saltare, i fagiolini interi, privati soltanto dei piccioli se sono freschi; manteneteli al dente, correggete il sapore con il sale, unite le foglioline di menta spezzettate, mescolate e spegnete.

Grattugiate le carote ed unitele alla foglia di porro, arrotolata su stessa e tagliata a rondelle. Aggiungete il timo, un pizzico di sale e uno di pepe e mescolate.

Sfilettate il tacchino eliminando la pelle.

Preparate la piadina farcendola con i vari ingredienti e prima di servire, scaldatela in una padella rovente 30 secondi per lato.

Maionese all'origano.
Con il frullatore ad immersione mixate tutti gli ingredienti fino a raggiungere la consistenza di una normale maionese, ci impiegherete pochi secondi.

Ultimazione e preparazione del piatto.
Tagliate a metà ciascuna piadina e servitele su due piatti con un cucchiaio abbondante di maionese all'origano e qualche rametto di timo a decorazione.



Con questa ricetta partecipo al contest sponsorizzato da Fotoregali e indetto da Luna, Le ricette della carestia per la categoria piatti salati





e al contest di Deliziandovi.it, Ricette da pic-nic




venerdì 19 aprile 2013

Qualcosa di thai

E' da un po' che ho voglia di fare qualcosa di etnico e da un po' che ho voglia di provare qualche ricetta proposta dalla mia cara amica Vaty. Tempo addietro mi ero messa in testa di provare il suo tom yam goong ma mi mancava la pasta nam prik pow e così, grazie a qualche ricerca sul web e ai preziosi consigli di Vaty, sono riuscita a trovare la ricetta originale della suddetta pasta. No, purtroppo no, non l'ho fatta:  il lungo procedimento e la difficile reperibilità degli ingredienti mi hanno scoraggiata così la ricetta del tom yam goong giace ancora tra le pagine della mia agenda in attesa di vedersi realizzata.

Quando però l'altro giorno ho letto il post sul khao pad, altro piatto della tradizione thailandese, mi sono illuminata ... stavolta non potevo lasciarmi sfuggire l'occasione di provare questo riso: l'utilizzo di ingredienti etnici tra i più conosciuti e il procedimento semplice e veloce mi hanno convinta subito. Mentre scorrevo la ricetta, mi immaginavo una commistione di sapori determinati ed esotici ma al contempo delicati ... un piatto che senza dubbio sarebbe stato apprezzato anche dal più tradizionalista degli italiani e così è stato.


Le dosi che pubblica Vaty sono perfette, non cambierei una virgola per cui se vi venisse voglia di provare questo tipico cibo thai attenetevi alla ricetta che trovate qui.

Note: io ho sostituito il succo di lime con quello di limone e, per questioni di intolleranze, ho usato 1 uovo anziché 2 ... il risultato che ho ottenuto è comunque ottimo!

Grazie Vaty amica mia!

martedì 19 marzo 2013

Pizzoccheri

Di nuovo un piatto invernale, d'altronde la pioggia, il vento gelido e il cielo traboccante di grosse nubi scure di ieri, non lasciano di certo presagire l'imminente arrivo della primavera. Fortuna che la natura non ha voglia di assecondare i capricci metereologici e in barba al cielo grigio, già da qualche settimana, ha incaricato alle delicate margherite di ricoprire i prati, ai piccoli occhi della Madonna di dipingere d'azzurro i cigli dei fossati e ai maestosi salici di germogliare, cosicché l'uomo possa nutrire gli occhi di colore e l'anima di profumi meravigliosi, contemplando il miracolo che ogni anno madre terra ci concede.

Arrivederci inverno ...

PIZZOCCHERI VALTELLINESI


A tutelare il piatto principe della regione valtellinese da qualche anno esiste l'Accademia del Pizzocchero di Teglio che ha una volta per tutte tolto ogni dubbio sulla ricetta tradizionale. Per iniziare, la scelta del formaggio è fondamentale: altro non può essere che il Casera della Valtellina e c'è chi giura infatti che nemmeno la sostituzione con la Fontina possa avvinare il sapore a quello del piatto autentico. Importante è poi la lavorazione fatta a mano della pasta fatta di farina di grano saraceno e per quanto riguarda le verdure  ho scoperto che le patate sono indispensabili mentre le verze possono essere sostituite da altri prodotti stagionali disponibili nelle vallate della zona. Da non sottovalutare poi è il burro della Valtellina, meglio se d'Alpeggio!

Appreso ciò non potevo che fare i pizzoccheri più squisiti del mondo, giusto? Ok, ora vi avviso che semmai gli adepti dell'Accademia del Pizzocchero dovessero leggere questo post, potrei rischiare di venire accusata di "blasfemia". Premetto di aver acquistato tutti gli ingredienti tipici, premetto che l'intenzione era quella di fare la ricetta originale ma è successo che il formaggio è stato assaggiato prima di preparare la ricetta ed è ... piaciuto molto! :/ A buon intenditor poche parole ... Ho dovuto praticamente sostituire quel buon formaggio con ... con ... pronte?? Con del pecorinoisolanostagionato! Il risultato? Abbiamo mangiato i fusion-pizzoccheri più buoni del mondo! ;)

I MIEI FUSION-PIZZOCCHERI


La pagella
Io = 8
Lui = 9

Ingredienti per quattro persone

300 g pizzoccheri (io li ho acquistati ma per chi volesse farli queste sono le dosi: 400 g farina di grano saraceno e 100 g di farina 00 da impastare con acqua e lavorare per 5 minuti)
1/2 cavolo verza
4 patate medie
grana padano
pecorino isolano stagionato
burro d'alpeggio
1 spicchio d'aglio
pepe nero macinato al momento

Attrezzatura:
1 pirofila da forno

Come si preparano

In una grande pentola portate a ebollizione dell'acqua salata e tuffateci la verza tagliata a listarelle e le patate sbucciate e tagliate a tocchetti. Cuocete per 5 minuti, dopodiché unite i pizzoccheri, mescolate e lasciate cuocere ancora per 10 minuti. Spegnete la fiamma e con l'aiuto di un mestolo forato trasferite un po' di pizzoccheri con le verdure in una pirofila da forno già calda, spolverate la superficie con del pecorino e del grana gratuggiati; continuate ad alternando pizzoccheri e formaggi fino a esaurimento degli ingredienti.
In un pentolino fate fondere il burro con l'aglio fino a farlo dorare, eliminate l'aglio e irrorate la superficie dei pizzoccheri con il burro. Fate gratinare leggermente in forno e servite con poco pepe macinato (n.b. la ricetta originale non prevede la gratinatura in forno).


mercoledì 20 febbraio 2013

Maki sushi di surimi e verza con salsa agropiccante al miele

Il contest di febbraio indetto da Cinzia e Valentina, mi piace troppo.

MAKI SUSHI DI SURIMI E VERZA CON SALSA AGROPICCANTE AL MIELE


Ingredienti per due persone

Per il sushi gohan (riso):
145 g riso per sushi (o riso originario, è necessario che i chicchi di riso siano piccoli e tondi)
200 ml acqua
1/8 bicchiere di aceto di riso (o di mela)
1/2 cucchiaino di zucchero semolato
1/4 cucchiaino di sale

Per i maki:
3 grandi foglie di verza
6 bastoncini di surimi

Per la salsa agropiccante al miele:
3 cucchiaini di olio di riso (o di soia)
2 fettine di peperoncino verde qualità jalapeno
1 cucchiaino di miele
1/2 cucchiaino pasta di acciuga
2 cucchiai di aceto di riso (o di mele)
1 tazzina da caffè di acqua
1/2 cucchiaino di amido di mais

Per accompagnare:
fettine di zenzero sotto aceto
pasta wasabi

Come si preparano


Sushi.
Sciacquate abbondantemente il riso muovendolo con le mani, fino a quando l'acqua di scolo sarà trasparente (operazione necessaria a togliere l'amido) e lasciate a bagno in acqua fredda per 15 minuti. Scolate il riso e aggiungetelo all' acqua che avrete preparato in una pentola, chiudete con il coperchio e portate ad ebollizione, abbassate la fiamma al minimo e cuocete per 15 minuti. Spegnete e lasciare riposare per 10 minuti, a questo punto, tra il coperchio e la pentola mettete un canovaccio pulito e aspettate ulteriori 10 minuti.
Nel frattempo in una piccola casseruola versate l'aceto, lo zucchero ed il sale, mescolare e scaldate senza che l'aceto raggiunga il bollore. Spegnete e tenete da parte.
Trasferite il riso in un contenitore basso e largo che non sia di metallo, (l'ideale sarebbe utilizzare l'hangiri, ossia il tipico recipiente circolare in legno di cipresso, studiato per agevolare l'operazione di raffreddamento e condimento del riso per sushi) e versate la miscela di aceto e zucchero sul riso, facendola prima scorrere sopra un cucchiaio o spatola di legno (se ce l'avete usate lo shamoji, la piccola spatola di legno e stondata, immancabile nelle cucine giapponesi). Adesso iniziate a sgranare il riso senza schiacciarlo, accellerando il raffreddamento sventagliandolo con un cartoncino o ventaglio.
Coprite ora il riso con un canovaccio umido per evitare che si asciughi troppo e iniziate a creare i maki.

Maki.
Sbollentate per due minuti le foglie di verza mondate e lavate, asciugatele e stendetene una sul makisu (l'apposito stuoino per il sushi). Bagnatevi le mani in acqua acidulata (acqua e aceto) e prelevate un po' di riso, stendetelo sulla superficie della foglia di verza cercando di creare per quanto possibile un rettangolo. Prendete ora i bastoncini di surimi e posizionateli al centro del riso: i surimi dovranno coprire tutta la lunghezza per cui, se serve aggiungetene un pezzo. A questo punto prendete l'estremità inferiore del makisu e facendo una leggera pressione, portatela verso l'alto arrotolando come per fare un involtino. Modellate il rotolo, scopritelo dal makisu e tagliate la verza in eccesso, trasferite il rotolo su un tagliere e proseguite con gli altri ingredienti. Adesso bagnate nell'acqua acidulata un coltello ben affilato e tagliate i rotoli in pezzi da 2.5 / 3 cm.


Salsa agropiccante al miele.
In un bicchiere stretto e alto mettere le fettine di peperoncino, il miele, l'olio e la pasta di acciuga e frullate con il mixer ad immersione, trasferite la miscela in un pentolino, versate l'aceto e scaldate a fiamma dolce. In una tazzina mescolate l'amido di mais con l'acqua e aggiungetela nel pentolino, fate sobbollire tutto per 5 minuti, spegnere e lasciate raffreddare.


Ultimazione e decorazione del piatto.
Servire i maki su un piano di legno, accompagnandoli con la salsa agropiccante, dello zenzero e del wasabi.


Con questa ricetta partecipo al contest mensile Colors & Food


e alla raccolta di Finger Food di Laura