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giovedì 23 aprile 2015

Vellutata di carciofi


A dir la verità non avevo molta voglia di farne una vellutata ma dei carciofi non so mai che cosa farne, mi rubano le idee.

Sono semplicemente buoni così.



Hanno quel gusto leggermente amarognolo che mi piace tanto, non serve nemmeno abbinarci il vino perché l'acqua bevuta subito dopo è buonissima. Avete mai provato?

I carciofi quindi li faccio bolliti e li mango così, tout court, o li trasformo in vellutata. Mai nulla di diverso.

VELLUTATA DI CARCIOFI



Ingredienti per due persone

2 fondi di carciofi
2 carciofi interi ripuliti dalle parti più dure
1/2 cipolla dorata
1 patata media
brodo vegetale
prezzemolo
sale
pepe
olio extra vergine di oliva

Come si prepara

Tagliate a cubetti i fondi di carciofo, separate il gambo dai carciofi interi e tagliatelo a rondelle, la testa invece tagliatela a spicchi.
Tritate la cipolla e fatela rosolare su un pentola capiente con un cucchiaio d'olio. Unite i carciofi e fate stufare per 5 minuti.
Pelate e tagliate a cubetti la patata e aggiuntela ai carciofi.
Insaporite con qualche pizzico di sale e mescolate.
Coprite le verdure con il brodo e continuate la cottura a fuoco lento, vi occorreranno circa 20 minuti.

A cottura ultimata lasciate intiepidire per qualche minuto, mettete da parte 6 spicchi di carciofo per decorare il piatto e frullate il resto.

Servite con i carciofi messi da parte, un spolverata di prezzemolo, un pizzico di pepe e un giro d'olio.





mercoledì 4 febbraio 2015

Una zuppa invernale che sa di primavera

Oggi l'erba è più verde e il cielo è terso e azzurro come non mai. L'aria profuma di primavera e sulle piante qualche germoglio fa già capolino. Tra le aiuole di primule e pansé, i primissimi boccioli di rosa.

Era una giornata di inizio febbraio, nella mia cucina una zuppa invernale che sa di primavera ...

ZUPPA DI VERDURE INVERNALI E POLLO
con pepe di Sichuan e fiori di Malva

















Ingredienti per due persone

400 g di verdure invernali miste (spinaci, verza, bieta, cicoria)
2 patate medie
1 petto di pollo bollito in acqua salata
1 pizzico di sale integrale delle Alpi (o altro sale grosso integrale)
6 grani di pepe di Sichuan
fiori di malva essiccati
olio extra vergine di oliva

Come si prepara

Mondate e lavate accuratamente le verdure. Pelate le patate e tagliatele a tocchi di circa 2 cm. In una pentola capiente cuocete le verdure e le patate con due bicchieri d'acqua; spegnete la fiamma solo quando le patate saranno morbide. Passate le verdure con il mixer ad immersione fino ad ottenere una crema omogenea.

Sfilacciate il pollo e mescolatelo alla zuppa.

Pestate al mortaio il pepe di Sichuan con il sale integrale.

Versate la zuppa su fondine individuali e prima di portare in tavola insaporite la zuppa con un filo d'olio, un pizzico di miscela appena pestata; decorate con qualche fiore di malva.



giovedì 20 novembre 2014

Bocconcini verdi

Nuova sfumatura e nuova ricetta per il contest Sfumature di Gusto.
Ad ogni portata il suo colore, verdi gli antipasti, giallo/arancio i primi, rosso/viola i secondi (qui trovate la mia interpretazione), e infine tonalità bianco/nere/marroni per i dolci.

Pensare in verde non è poi così difficile, quanti ingredienti di questo colore possiamo utilizzare in cucina? Moltissimi, basti pensare agli ortaggi di stagione (spinaci, cavoli, bieta, broccoli, eccetera) alle idee più "croccanti" come i pistacchi e i semi di zucca oppure in alternativa, alle polveri come quella del the matcha o del wasabi e così via. Occorre solo un po' di fantasia e il gioco è fatto!


CREMA DI BROCCOLI ALLA SALVIA CON POLPETTINE ALLE CASTAGNE E GORGONZOLA



Ingredienti per una decina di monoporzioni

200 g broccolo verde
4 foglie di salvia fresca
1 spicchio di aglio
tabasco
100 g castagne già lessate
50 g gorgonzola dolce
latte di riso
semi di zucca decorticati e tostati
sale affumicato
3 cucchiai di olio extra vergine di oliva


Come si prepara

Dividete le cimette del broccolo e lavatele. In una padella scaldate un cucchiaio di olio e soffriggete lo spicchio d'aglio con la salvia per 2 minuti; unite il broccolo, abbassate la fiamma, coprite e portate a cottura versando qualche cucchiaio di acqua quando serve. Eliminate l'aglio e la salvia e trasferite il broccolo nel vaso del frullatore, frullate versando a filo del latte di riso fino a ottenere a la consistenza desiderata. Versate un cucchiaio di olio, 4 gocce di tabasco e mescolate.

Pestate i semi di zucca e insaporiteli con il sale affumicato.

Passate le castagne col passaverdura per romperle, incorporate il gorgonzola spezzettato e formate delle polpettine. Versate i semi di zucca su un piatto e rotolateci le polpettine cosicché da ottenere una "panatura" di semi. Se i semi non si attaccano potete passare prima le polpettine in una pastella leggerissima di farina di riso e acqua.

Versate uno o due cucchiai di vellutata in un contenitore monoporzione a vostro piacere, completate con una polpettina e servite.




martedì 2 settembre 2014

Settembre

Settembre, il mese dell'autunno, dei colori ruggine, un po' vintage e un po' nostalgici;
il mese delle foglie e dell'uva, delle marmellate e delle torte di mele.
Settembre, il mese del mio compleanno, dei nuovi inizi e dei buoni propositi;
il mese degli ultimi esami dell'anno.

"E' facile e non serve che ci stai dietro: tagli i pezzi, li metti in pentola e aggiungi acqua. Lasci sobbollire il tempo che serve e nel frattempo tu puoi studiare. E' una zuppa."

ZUPPA DI CAROTE E SARDE 


Ingredienti per due persone


6 carote
2 patate
1 cm di zenzero fresco
sale
olio extra vergine di oliva
qualche filo di erba cipollina
1 scatoletta di sardine sott'olio o al naturale

Come si prepara

Pulite, pelate e tagliate a pezzi le carote e le patate. Trasferite le verdure e lo zenzero (pelato e tagliato in due) in una pentola, unite un pizzico di sale e coprite di acqua, Lasciate sobbollire per circa 20/25 minuti (le verdure dovranno essere tenere ma non passate). Togliete dal fuoco, frullate con il mixer ad immersione. Riportate la pentola sulla fiamma, mescolate e se la zuppa vi sembra troppo densa aggiungete acqua. Servite su fondine, con una sardina spezzettata sulla superficie, un filo d'olio e una spolverata di erba cipollina tritata.

E così la sera ho potuto studiare e mangiare comunque qualcosa di buono e di caldo, qualcosa di sereno.

Gastronomy and food production: esame superato.

martedì 10 giugno 2014

Fiori commestibili: fiori di trifoglio

Sapevate che i fiori di trifoglio si possono mangiare?




Ebbene sì. Da piccola ne succhiavo il nettare senza sapere se fossero davvero commestibili, questo l'ho scoperto solo quest'anno, quando presa da una sfrenata voglia di romanticismo, ho approfondito caratteristiche e proprietà dei fiori commestibili.

Il trifoglio è ricco di vitamine e sali minerali. Le sue foglie e fiori essiccati possono essere utilizzati per farne una tisana benefica per la digestione, ma molti altri sono i vantaggi che comporta l'utilizzo di quest'erba della famiglia delle leguminose.

Per approfondire l'argomento, vi invito a cliccare qui.

ZUPPA DI FIORI DI TRIFOGLIO 


Ingredienti per 2 persone 

1/4 di cipolla rossa
1 patate rosse
50 g fiori di trifoglio con qualche foglia (bianchi o rosa, è indifferente)
sale
pepe bianco
olio extra vergine di oliva
succo di limone

Come si prepara

Fate rosolare la cipolla tritata in un cucchiaio di olio, aggiungete poi le patate pelate e tagliate a cubetti. Fate insaporire per 1 minuto e aggiungete acqua fino a coprirle, salate e cuocete per 5 minuti.
Unite le foglie e qualche fiore privato del gambo e cuocete ancora per 5 minuti. Togliete dal fuoco e frullate, unite ora i rimanenti fiori sempre privati del gambo, mescolate, rimettete la pentola sul fuoco per 30 secondi.

Impiattate la zuppa, insaporite con un pizzico di pepe, qualche goccia di limone e un filo d'olio. Servite.

giovedì 22 maggio 2014

Veloce, sana e low calories

Poco tempo, pochi preamboli ma sotto vi lascio un po' di informazioni su una delle più prelibate leccornie gastronomiche sarde: la bottarga di muggine.

CREMA TIEPIDA DI PATATE, ARANCIA E BOTTARGA


Tempo di preparazione: 30 minuti

Ingredienti per due persone

2 patate medie (a pasta gialla)
1 chiodo di garofano
1 arancia non trattata
pane secco grattugiato
bottarga di muggine
sale
olio extra vergine di oliva

Attenzione: le dosi sono per due piccole porzioni da servire come antipasto.

Come si prepara

Crema di patate.
Pelate, lavate e tagliate le patate a pezzi più o meno della stessa grandezza; trasferitele in una pentola e aggiungete il chiodo di garofano e l'acqua fino a coprire a filo le patate. Cuocete le patate fino a farle diventare morbide.

Nel frattempo con un rigalimoni o pelapatate ricavate dalla buccia d'arancia delle striscioline (attenzione a non prelevare anche la parte bianca). Mettetele in un piccolo contenitore , spolveratele con il pane grattuggiato, mescolate affinché il pane si attacchi il più possibile alle zeste e tostatele per 30 secondi in una padella.

Quando le patate sono pronte, togliete il chiodo di garofano e frullatele direttamente nella pentola con l'acqua di cottura, aggiungete poco sale e un 1 cucchiaio di olio, mescolate e lasciare intiepidire. 

Ultimazione e decorazione del piatto.
Versate un mestolo di crema su una mini-zuppiera o su piatto fondo, al centro mettete le zeste tostate e un po' di bottarga tagliata a fettine sottilissime.


Cquesta ricetta participo al "Non-contest di Ricette Calorie"

http://ricette-calorie.com/schede/?s=3e5d33777e54c2e6904407d6d0f6c93d



E adesso un po' di informazioni: come riconoscere una buona bottarga?

Molti di voi sapranno che esistono sostanzialmente due tipi di bottarga quella di muggine (più pregiata) e quella di tonno. Personalmente la seconda non l'ho mai assaggiata ma c'è chi la descrive come più "marinara" e meno delicata rispetto a quella di muggine (cefalo). In commercio si trovano bottarghe di muggine fatte in Giappone, piuttosto che in alcune coste del Pacifico e dell'Atlantico ma attenzione, è la Sardegna a conservarne i segreti di produzione da millenni.

Le differenze concrete tra la bottarga di tonno e quella di muggine stanno nella pezzatura e nel colore: quella di tonno può arrivare al chilo, mentre quella di muggine non supera i 400 g; il colore invece varia dal rosa chiaro al rosa scuro nella bottarga di tonno, mentre è ambrato nell'altra.

Ma che cos'è la bottarga? E' un cibo di origini antiche e povere, spesso era il pasto dei pescatori che uscivano in mare per l'intera giornata e infatti la bottarga, non è altro che la sacca ovarica del pesce (gonade) carica di uova, salata, pressata e stagionata. 

Una buona bottarga di muggine si riconosce dal colore che dev'essere appunto ambrato, dal profumo delicatamente marino e dalla consistenza soda e compatta. Si consuma a fette sottilissime (come nella mia ricetta) o grattuggiata, in Sardegna è molto facile trovarla in un piatto di spaghetti o sopra a dei crostini di pane con un filo di buon olio ma le ricette con questa specialità sono infinite.

martedì 23 aprile 2013

Ancora ... qualcosa di thai

Scusate se ultimamente sono diventata davvero monotematica ma in questo periodo sono fissata su alcune cose e finché non avrò appagato completamente la mia curiosità e finché non avrò appreso almeno le basi dell'argomento, mi "toccherà" continuare a proporvi piatti orientali e biscotti ;)

Scherzi a parte, il tempo sempre più tiranno purtroppo non mi permette di spaziare con la fantasia per cui mi lascio rapire dalle meravigliose ricette postate dalle care amiche blogger. Tutto ciò non mi dispiace affatto, tra l'altro mi permette di  imparare molto: se prima la mia cucina era prettamente istintiva, adesso sta riscoprendo tutta l'arte che c'è nelle ricette tradizionali che gli uomini si sono tramandati per anni, se non per secoli ... sto riscoprendo il lavoro che c'è dietro ad una pasta frolla perfetta o alle lasagne più buone del mondo. In tutte le cucine del mondo c'è un lavoro importante, c'è un lavoro atavico di squadra portato avanti giorno dopo giorno, da madre a figlia, modifica dopo modifica, fino ad ottenere quel buon cibo che ora prepariamo con tanta leggerezza senza forse davvero capire quanta storia e impegno ci sia dietro.


Oggi vi propongo un'altra ricetta thailandese tratta dal blog della meravigliosa Vaty, la zuppa Tom Kha Gai, una (tutto sommato) semplice zuppa di pollo e latte di cocco, deliziosa, dal profumo inimmaginabile e delicatissimo. La ricetta base prevede l'utilizzo di latte di cocco, pollo, galangal (radice simile allo zenzero, dal gusto più pepato, di colore rosato, usato nella cucina thai), lemon grass (citronella) e foglie di kaffir lime (foglie di un piccolo albero di limoni, dal forte profumo agrumato).

Sul web ho trovato diverse versioni di questa zuppa, anche con l'aggiunta di funghi, peperoncini fritti o pasta, ma iniziamo da quella più semplice ... qui trovate la ricetta di Vaty, sotto invece quella che ho adattato in base agli ingredienti che sono riuscita a recuperare e al mio gusto.

TOM KHA GAI
(Letteralmente: cotto, pollo, galangal)


Ingredienti per due persone

250 ml latte di cocco
250 ml brodo di pollo
3 pezzetti da 1 cm di zenzero fresco
1 cucchiaino di zenzero in polvere
10 g lemon grass essiccata
5 foglie di kaffir lime essiccate
250 g petto di pollo
2 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di salsa di pesce
succo di 1/2 lime

Come si prepara

Prima di iniziare mettete a bagno per 10 minuti i pezzetti di lemon grass in una tazzina e scaldate il brodo di pollo.
In una pentola portate a ebollizione il latte di cocco con le foglie di kafir, i pezzetti di lemon grass e la loro acqua, lo zenzero affettato e quello in polvere. Abbassate la fiamma e versate il brodo, fate riprendere il bollore ed unite il pollo tagliato a pezzetti, lo zucchero e la salsa di pesce, mescolate e lasciate cuocere per 15 minuti, girando spesso.
Spegnete la fiamma, lasciate riposare per 2 minuti, versate il succo di lime e servite.

Come spiega Vaty, le foglie di kaffir lime e la citronella non si mangiano.

venerdì 22 marzo 2013

Vellutata di rafano nero al tuorlo



Ancora bianco e giallo per il contest di Cinzia e Valentina di Marzo



VELLUTATA DI RAFANO NERO AL TUORLO

Ingredienti per due persone

1 rafano nero di circa 400 gr
200 ml panna fresca
parmigiano reggiano
2 uova
sale
semi di finocchio

Attrezzatura:
frullatore ad immersione



Come si prepara

Pulite, sbucciate e tagliate a cubetti il rafano nero, mettetelo in una pentola a bordi altri e coprite a filo con acqua. Portate a ebollizione, abbassate la fiamma e cuocete per 5 minuti ed unite la panna. Mescolate e cuocete per altri 10 minuti. Spegnete la fiamma e riducete in crema il contenuto nella pentola con il frullatore ad immersione. Regolate il sapore con qualche pizzico di sale e riportate la pentola sulla fiamma per circa 5 minuti mescolando continuamente.

Dividete la vellutata su due cocotte, spolverate con del parmigiano reggiano grattugiato e gratinate per 1 minuto in forno, mischiate affinché le crosticine di formaggio si mescolino nella vellutata e su ciascuna porzione versate solo il tuorlo (tenete l'albume da parte per usarlo sulla prossima ricetta). Servite guarnendo con dei semi di finocchio.





mercoledì 6 marzo 2013

Dal Gellius, l'ispirazione

Due settimane fa ci siamo concessi una splendida serata a Oderzo (TV). Il piccolo paese è affascinante: un labirinto di strade lastricate e piccole vie ci ha condotto sotto i portici a spiare i vari localini e negozi, poi come facciamo spesso, sotto le stelle abbiamo fantasticato in quale delle tante casette ci piacerebbe vivere e su come avremmo trascorso le giornate in quel romantico posto. Ci siamo ripromessi che a Oderzo ritorneremo, magari di giorno, per passeggiare mano nella mano tra gli incantevoli scorci.

Se vi dovesse mai capitare di passare di qui oltre farvi accarezzare dalla bellezza del paese medievale, non potete non dare almeno una sbirciata al Gellius. Il ristorante stellato dalla guida Michelin si trova all'interno della torre carceraria del castello ed entrando, si ha l'impressione di aver sbagliato ingresso: i resti romanici da poco portati alla luce suggeriscono senza dubbio la sede di un museo; invece no, dal ristorante si può respirare un'atmosfera d'altri tempi, ammirando i reperti storici.

Ci sediamo e il menu degustazione ha inizio, ci lasciamo coccolare dagli impeccabili camerieri in livrea che ad ogni graziosa pietanza ci spiegano cosa stiamo per assaggiare, ampliandoci l'emozione del primo boccone. Vorrei farvi l'elenco delle portate gustate ma non voglio svelare quello che lo chef crea con la sua maestria, competenza, esperienza e soprattutto arte, perché in questo ristorante non si viene per mangiare ma per godere della seducente commistione di emozioni che fino a quel momento non avevo mai provato.

Per la ricetta sotto mi sono lasciata ispirare da una piattino servitoci al Gellius: una deliziosa vellutata di polenta taragna con bottarga. Non sapendo assolutamente come abbiano saputo rendere così soavemente cremosa la vellutata di polenta taragna che solo il nome evoca rusticità e quindi ruvidezza, ho voluto accompagnare la bottarga con una vellutata di porri ottenendo comunque un risultato delicatissimo e ben bilanciato.

VELLUTATA DI PORRI E BOTTARGA DI MUGGINE


Ingredienti per due persone

1/4 cipolla dorata
1 porro
3 patate
brodo vegetale
olio extra vergine di oliva
sale
pepe bianco
bottarga di muggine

Attrezzatura:
una pentola alta
una gratuggia a fori larghi

Come si prepara

Scaldate due cucchiai di olio in una pentola e fate imbiondire la cipolla tritata; unite il porro mondato, pulito e affettato sottilmente e fatelo appassire. Aggiungete anche le patate tagliate a cubetti e un pizzico di sale, lasciate insaporire per 5 minuti rimestando smesso. Versate un mestolo di brodo caldo e continuate la cottura fino a quando le patate saranno tenere (a seconda della grandezza delle patate occorreranno circa 10-15 minuti). Togliete la pentola dal fuoco e riducete le verdure in purea con il frullatore ad immersione; riportate sul fuoco e versate un mestolo di brodo, mescolate e continuate così fino ad ottenere la densità desiderata. Lasciate sobbollire per 2 minuti, spegnete e servire nei piatti. Attendete 3 minuti prima di spolverare la velluttata con la bottarga gratuggiata e una macinata di pepe bianco.

Con questa ricetta partecipo alla sfida mensile "Cre-Azioni" che questo mese è dedicata alle vellutate.



venerdì 22 febbraio 2013

Zuppa di verza e latte di soia

Sperimentare!


Verza e latte di soia, perché no? Mi sono ispirata ad una ricetta tratta dal libro Nobu West di Nobu Matsuhisa e Mark Edwards, già postata qui. In questo caso però, oltre ad usare la verza, ho omesso il dashi, il brodo infatti è dato semplicemente dall'infusione della verza nel latte di soia. Un abbinamento niente male, provatela, è velocissima ed oltre ad essere buona e leggera, è adatta a chi non tollera glutine ed il lattosio.

ZUPPA DI VERZA E LATTE DI SOIA


Ingredienti per due persone

1/4 di cavolo verza
1/2 cipollotto
500 ml latte di soia
olio di soia (o di riso)
sale
pepe nero macinato al momento

riso bollito (facoltativo)

Come si prepara

Mondare, lavare e tagliare a listarelle sottili le foglie di verza. Affettare anche il cipollotto e fatelo rosolare in due cucchiai di olio di soia. Unite la verza, mescolate e cuocere per 3 minuti rimestando spesso. Insaporite con un po' di sale e versate il latte di soia, portate il liquido a bollore e lasciate sobbollire per a fiamma dolce per 10 minuti. Spegnete, lasciate riposare la zuppa per 10 minuti con il coperchio. Mescolate e se serve regolate il sapore con ulteriore sale.
Servite in cocottine aggiungendo qualche cucchiaio di riso già bollito sul fondo (opzionale) e pepate.


Con questa zuppa partecipo - ancora :) - al contest Colors & Food di febbraio

sabato 9 febbraio 2013

Coccola

Una coccola. Se dovessi descrivere questa zuppa con una parola, userei proprio "coccola". In questi giorni ho un gran bisogno di coccole, di sentirmi protetta e amata e ovviamente, anche quello che cucino non può che adattarsi al mio bisogno.

NEW ENGLAND CLAMS CHOWDER


Questa è una ricetta trovata su Giallo Zafferano, di versioni ne esistono parecchie ma comunque, in tutte, è previsto l'utilizzo delle vongole fresche, la mia è senza dubbio una versione più veloce e pratica ma credetemi che comunque gusterete una delle zuppe più buone che avete mai mangiato.

Pur essendo una delle zuppe più famose d'America, la zuppa di vongole del New England ha origini europee, per la precisione francesi e infatti in alcuni testi si legge che già nel XVI secolo i pescatori francesi cucinavo questa zuppa nei loro chaudières (calderoni), parola dalla quale trarrebbe origine il termine chowder. All'epoca le zuppe di pesce erano considerate dei piatti poveri, fatte con quello che il mare e la terra offriva giornalmente, più l'aggiunta di  qualche salume e dei crackers, i famosi oyster crackers che prenderebbero il nome dal fatto che venivano serviti in abbinamento ai piatti di ostriche o appunto alla clams chowder. Dalla Francia, alla Gran Bretagna e dalla Gran Bretagna all'America, le prime notizie della diffusione di questa zuppa nel suolo americano risalgono al 1732 ma solo un secolo dopo la New England clams chowder iniziò ad acquisire popolarità, questo grazie all'ottima qualità di molluschi disponibili.

Come scritto sopra, esistono differenti versioni di questa zuppa ma quella originale ammette esclusivamente l'aggiunta di latte o panna, pensate che nel 1939, un purista del Maine, dichiarò come illegale l'aggiunta di pomodoro nella zuppa di vongole.

Fonti: http://latuanewyork.com/documents/RECIPECLAMCHOWDER.pdf
       http://multiculturalcookingnetwork.com/recipes/item/1181-history-of-new-england-clam-chowder.html
       http://en.wikipedia.org/wiki/Oyster_cracker

Ingredienti per due persone

1/2 cipolla dorata
1 costa di sedano
1 barattolo da 200 g di vongole al naturale
100 g pancetta affumicata a cubetti
1/2 cucchiaino di aglio secco in polvere o uno spicchio di fresco
450 g patate
4 rametti di timo
2 foglie di alloro
sale
200 ml panna di cucina
100 ml latte intero
olio extra vergine di oliva
pepe nero

Come si prepara

Per prima cosa, pelate e tagliate le patate in piccoli cubetti di grandezza pressoché uguale.
In un piccolo tegame fate insaporire poco olio con l'aglio e versate il contenuto del barattolo di vongole, liquido di conservazione compreso. Fate scaldare per un minuto e con un colino filtrate il brodo che andrà tenuto da parte diviso dalle vongole (se avete usato l'aglio fresco eliminatelo).
In una casseruola di terracotta (o altra pentola) preparate un soffritto con la cipolla e il sedato tritati fini, quando la cipolla inizia ad imbiondire aggiungete la pancetta e cuocete rimestando per 2 minuti. Unite le patate, le foglioline di timo e l'alloro, salate e versate il brodo delle vongole. Coprite e cuocete fino a quando le patate saranno morbide.

Eliminate l'alloro, versate la panna e il latte e lasciate sobbollire per 2 minuti. Spegnete il fuoco e frullate tutto fino ad ottenere un composto cremoso, a questo punto potete unire le vongole, mescolate e servite su piccole cocotte con un filo d'olio e del pepe macinato al momento.


Con questa zuppa partecipo al contest mensile di Max, Un coccio al mese per 12 mesi









lunedì 21 gennaio 2013

Brodo, orzo, broccoli e salsiccia



Con ieri si è conclusa la quattordicesima sagra del Broccolo Fiolaro di Creazzo, ortaggio nel quale mi sono già imbattuta in questo articolo rendendolo protagonista in un'altra zuppa.

Non so quali siano i requisiti che una sagra di paese deve avere per essere considerata tale, dal canto mio è un'ottima opportunità per promuovere le tipicità intese come prodotti, mestieri  e tradizioni, di una località. Se consideriamo però quante sono le associazioni attive verso l'organizzazione di manifestazioni paesane, sono sicura che non basterebbe una vita intera per visitarle tutte, ma se, teniamo conto esclusivamente di quelle che lavorano a stretto contatto con i cittadini, che conoscono la reale storia locale e quindi, l'economia, i punti di forza e i punti deboli, di un paese, allora qui i numeri sono ben diversi. Queste sono le associazioni, proloco, ecc. che lavorano davvero per il bene della comunità e per la promozione territoriale, e quando ci si trova, per caso o per curiosità, in una sagra come quella di Creazzo ... beh ... ecco ... si è in grado di percepire subito che la voglia di collaborare insieme per l'ottima riuscita dell'evento è tanta. Solo per rendervi l'idea, voglio citare gli chef dei ristoranti locali che in occasione della manifestazione cucinano fianco a fianco, direttamente nello stand gastronomico (immaginate quindi la qualità della cucina), e ancora, gli agricoltori che propongono i propri prodotti, magari utilizzati per creare golose torte o profumate grappe dalle aziende nostrane, il tutto avvolto da un'atmosfera conviviale intrisa di gioia e sorrisi.


Tutto questo l'ho potuto vivere domenica scorsa e non potevo di certo tornarmene a casa senza qualche cespo di Broccolo Fiolaro di Creazzo, no? ;)


ZUPPA D'ORZO E BROCCOLO FIOLARO DI CREAZZO CON SALSICCIA


Ingredienti per 4 persone

1 cespo di Broccolo Fiolaro di Creazzo
1 cipolla
1 carota
qualche gamba di sedano
80 g orzo perlato
1 salsiccia
8 crostini di pane
ricotta vaccina
peperoncino
sale
pepe

Come si prepara

Premetto che questa è una versione di zuppa per me insolita in quanto mi sono ritrovata ad avere già pronto del brodo e del broccolo già lessato usato la sera precedente per delle orecchiette alle cime di broccolo ;)
Il risultato è stato l'ottenimento di una zuppa corposa, saporita e profumata, per cui ho deciso di riportare il procedimento tale e quale.
Se non lo avete già, preparate del brodo vegetale aggiungendo in un litro d'acqua una cipolla, una carota e qualche gambo di sedano, lasciate bollire da mezz'ora a 45 minuti  e spegnete. A parte sbollentate in acqua salata il broccolo lavato e mondato staccando dal grosso gambo, i "fioi" (i ciuffetti) mentre, in un'altra pentola ancora, cuocete l'orzo.

A questo punto non rimane che unire gli alimenti preparati. Iniziate dal broccolo: dopo averlo scolato, dovrà essere aggiunto al brodo (privato delle verdure) e lasciate sobbollire per circa 10 minuti. Passare quindi il composto con il frullatore ad immersione ed unire l'orzo. Cuocere ancora per 5 minuti e aggiustare di sale.

Nel frattempo, in una padella pulita cuocere la salsiccia ed in forno abbrustolire le fette di pane.

Versare la zuppa nei piatti fondi, divedere la salsiccia spezzettata, profumare con una macinata di pepe e servire con dei crostini spalmati di ricotta e spolverati con il peperoncino.

Bon appétit! :)



Con questa zuppa partecipo al contest "In ... zuppiamoci ... zuppe a go go" di Sale e Coccole





E al contest ricicloso ;) "Cre-azioni in cucina - riciclare" di Nus

giovedì 8 novembre 2012

Zuppa di Broccolo Fiolaro di Creazzo e Don Carlo gratin


Vi ricordate quando ho scritto del mio interesse per i prodotti particolari e poco conosciuti? Ecco, nella zuppa che descrivo oggi, ne troviamo ben due, il Broccolo Fiolaro di Creazzo e il formaggio pugliese Don Carlo.

Il Broccolo Fiolaro nasce nelle terre vicentine, la sua zona d'origine è Creazzo. Visivamente somiglia alle cime di rapa e come tutte le varietà di cavoli e di broccoli della famiglia delle Crocifere, possiede proprietà anticancerogene (in questo mio articolo trovate altre importanti proprietà della categoria). Il suo gusto è molto delicato, oserei dire quasi dolce ... ben lontano dal classico sapore dei broccoli che spesso non è gradito ai bambini.
Nel sito ufficiale ho scoperto che la Pro Loco di Creazzo organizza ogni gennaio, la sagra dedicata, dove è possibile gustare i piatti tipici preparati con questa varietà di broccolo; se siete curiosi consiglio di darci un'occhiata, troverete molte altre informazioni e nozioni storiche.


Un altro prodotto che trovo "intrigante", è il Don Carlo, un formaggio pugliese, esattamente di Crispiano (TA), prodotto dall'Azienda Agricola F.lli Cassese. Ho avuto modo di scoprirlo grazie a "Salumi in Villa", l'evento che promuove i salumi, stavolta però quelli veri, quelli buoni, sani e artigianali, che con degustazioni guidate e laboratori con i produttori coinvolge direttamente il consumatore.

Avete ragione se pensate che è un po' strano scoprire un formaggio ad una manifestazione prettamente studiata per mettere in risalto le qualità di prosciutti, porchette e salami ma come ogni evento enogastronomico, non sono mancati i prodotti correlati, quali vini, oli e appunto, formaggi.


La ricetta del Don Carlo è stata tramandata di generazione in generazione e prevede esclusivamente l'uso di latte prodotto nella Masseria del Duca, uno splendido rustico circondato da circa 400 ettari di collina comprendente pascoli e boschi. Quando sabato ho assaggiato questo formaggio ho apprezzato subito il suo gusto particolare, un gusto un po'acidulo ed un po' piccante che poi ho scoperto essere dovuto dalla presenza del caglio di capretto. La forma non è molto grande, la sua consistenza è  dura e friabile e per questo si presta anche ad essere grattugiato mentre la crosta, affinata con solo olio extra vergine di oliva autoprodotto, è edibile. A breve sarà attivo il sito dell'azienda www.inmasseria .it.

Tengo a sottolineare che non sto facendo pubblicità all'azienda produttrice, semplicemente mi piace spendere due righe quando rimango piacevolmente colpita da un prodotto che esprime la passione dei piccoli produttori spesso calpestati dalla grande distribuzione.

Ma torniamo alla ricetta, l'abbinamento di questi due prodotti tanto diversi quanto particolari è nato dall'idea di creare una zuppa salutare e allo stesso tempo gustosa, una zuppa con consistenze e profumi diversi, una zuppa da assaporare lentamente cucchiaio dopo cucchiaio magari inzuppandoci dentro qualche fetta di pane abbrustolita.

ZUPPA DI BROCCOLO FIOLARO E DON CARLO GRATIN


Ingredienti per due persone

1/2 Broccolo Fiolaro di Creazzo
1/2 cipolla dorata
3 rametti di timo
2 foglie di alloro
600 ml brodo vegetale
2 cucchiaini di pasta di acciuga
20 g Don Carlo

Come si prepara

Zuppa.
In un pentola dorare la cipolla tritata con un cucchiaio d'olio; nel frattempo mondare il Broccolo Fiolaro spezzettando le foglie ed eliminando le parti dure. Alla cipolla unire le foglioline di timo e l'alloro intero, lasciarle insaporire per qualche minuto ed aggiungere il broccolo. Cuocere a fiamma bassa per almeno 15 minuti, mescolando di tanto in tanto: le foglie e i gambi dovranno diventare teneri. A questo punto mescolare anche la pasta di acciuga. Cuocere per altri 5 minuti e versare il brodo bollente.
Frullare tutto con il mixer ad immersione e dividere la zuppa in due cocotte adatte alla cottura in forno.

Ultimazione e decorazione.
Impostare il forno in modalità grill e portarlo alla massima temperatura. Grattuggiare il Don Carlo e spargerlo sulla superficie della zuppa, infornare le cocotte fino a doratura della superficie.

Servire con qualche crostino di pane.

Ho scoperto solo ora che è in corso un bellissimo contest che mette in gioco conoscenza e creatività, questo post capita a fagiuolo e partecipo con piacere al contest di Paola, Cucinando Curiosando

mercoledì 31 ottobre 2012

Together: zucca, rapa rossa e rafano nero

Sabato, dopo tanto, siamo andati nel mio supermercato preferito dove ovviamente non può che essere fornito delle specialità più particolari. Non vi faccio l'elenco dei prodotti "wow" che abbiamo acquistato, qualcuno finirà in qualche ricettina che, come oggi, pubblicherò per cui per ora non svelo nulla.


Quando ho tempo, e con tempo non intendo la mezz'ora libera ma almeno qualche ora, so che posso dedicare la dovuta attenzione alla cucina per la gioia della mia fantasia che spesso è costretta a limitarsi per commensali che non amano abbinamenti particolari o perché il procedimento che ho in mente necessità di troppo, appunto, tempo.




Avevamo degli ospiti a cena e in qualche modo volevo stupire sia gli occhi che il gusto, penso di esserci riuscita. Il rapano nero è uno dei prodotti che abbiamo acquistato sabato, ne avevo già sentito parlare ma non mi era mai capitato di trovarlo in commercio. Il suo gusto è simile a quello del sedano rapa, forse con una nota più piccante e più compatto e croccante; la buccia è nera e un po' ruvida  al tatto, mentre la sua polpa è bianchissima per un crostrasto cromatico di grande effetto. Ho scoperto poi che ha proprietà benefiche, quindi non solo è bello da vedere, non solo ha un buon sapore ma fa anche molto bene, qui potete trovare qualche informazione in più.



CREMA DI ZUCCA CON PUREA DI RAPA ROSSA E CHIPS DI RAFANO NERO


Ingredienti per 4 persone

Per la crema di zucca:
500 g zucca Delica
3 patate medie
1/2 cipolla dorata
500 ml latte
1/2 cubetto di dado vegetale
olio extra vergine di oliva
sale

Per la purea di rapa rossa:
1 rapa rossa

Per le chips di rapano nero:
1 rafano nero
olio extra vergine di oliva



Come si prepara

Crema di zucca.
Soffriggere la cipolla tritata in poco olio, quando inizia a dorare aggiungere le patate e la zucca, sbucciate e tagliate a cubetti. Mescolare e lasciare insaporire a fuoco medio per 5 minuti, dopodiché continuare la cottura a fiamma dolce con il dado spezzettato, aggiungendo qualche cucchiaio di acqua quando serve. Ridurre le patate e la zucca in crema con il frullatore ad immersione ed unire il latte; mescolare per uniformare la consistenza e cucinare per altri 5 minuti continuando a mescolare.

Purea di rapa rossa.
Privare la rapa della zucca e lessare in acqua. Quando è cotta, tagliarla a tocchetti e ridurla in purea con il passaverdura. Non salare, non pepare perché è buonissima nature.

Chips di rafano nero.
Dopo aver pulito bene il rafano da eventuali residui di terra e lavato, tagliarlo a fette molto sottili (circa 1 mm) che poi disporrete in una pirofila unta d'olio. Spennellare con olio evo la superficie di ciascuna fetta e cuocere in forno caldissimo (modalità grill) per qualche minuto, fino a quando la superficie si dorerà. Facendo attenzione a non scottarvi, con l'aiuto di una pinza, voltare le chips di rafano e ripetere l'operazione.

Ultimazione e decorazione del piatto.
Nelle foto vedete la versione da aperitivo, potete comunque proporla come primo piatto che forse si gusta anche meglio. Nelle coppette da finger food versare due cucchiai di crema di zucca, continuare con un cucchiaino di purea di rapa rossa al centro e ultimare con la chips di rafano nero. Servire.



Con questa ricetta partecipo al contest L’Autunno in un Boccone ideato da About Food e Cassandra.it - vendita di prodotti tipici di Alta Gastronomia