Visualizzazione post con etichetta pomodori. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pomodori. Mostra tutti i post

giovedì 26 gennaio 2017

Inverno a colori

Non so voi ma io non avevo mai pensato a una torta salata invernale e al contempo coloratissima come quelle estive. Eppure c'è chi le pensa e le fa utilizzando verdure e prodotti tipicamente invernali ma portando in casa i colori del sole che in queste fredde giornate male non fa. 

Una è lei, Giulia di Kappa in Cucina, è da lei che ho scoperto questa deliziosa torta salata. Velocissima da fare, colorata, profumata e così invitante che sfido chiunque a non volerla provare!😉 


TORTA SALATA CON BROCCOLETTI, SALSICCIA E POMODORINI

A differenza di Giulia io ho usato dei broccoletti di Bruxelles al posto del broccolo e ho omesso il finocchio.

Ingredienti

1 confezione di pasta sfoglia rotonda o rettangolare a seconda della vostra teglia
250 g broccoletti di Bruxelles
150 g salsiccia di maiale
250 pomodorini
1/2 cipolla bianca
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva


Come si prepara

Innanzitutto preriscaldate il forno a 200°C, modalità ventilato.
Imburrate la teglia e stendete la pasta sfoglia, bucherellate la base. Coprite la superficie con carta alluminio e versateci sopra dei legumi secchi per far sì che non si alzi troppo durante la cottura.
Infornate per 15 minuti.

Nel frattempo tritate la cipolla e fatela rosolare in un cucchiaio di olio bollente; aggiungete i broccoletti e lasciateli cuocere per circa 10 minuti aggiungendo acqua all'occorrenza. Salate e mettete da parte.

Togliete il budello alla salsiccia e con l'impasto ricavate tante polpettine che cucinerete per 10 minuti nella padella dove prima avete cotto i broccoletti.

Tagliate in quatto pezzi i pomodori.


Eliminate la carta alluminio dalla pasta sfoglia e bucherellate nuovamente la superficie. Rimettete in forno e cuocete per altri 10 minuti, bucherallando almeno altre 2 volte la base della pasta.

Lasciate intiepidire il guscio di pasta sfoglia e farcitelo con i broccoletti, salsiccia e pomodorini.

Servite la torta salata tiepida magari condita con un filo di olio e un pizzico di sale.



venerdì 8 gennaio 2016

Salsicce, pomodori e borlotti al forno ... un piatto invernale

Mai mi sognerei di provare un piatto simile nella bella stagione, per cui ogni tanto ben vengano nebbia, vento e freddo ... e ok, non è un piatto che bene si inserisce tra le ricette del mio blog ma se la ricetta me la propone Jamie in uno dei suoi numeri so che il gusto e la bontà del risultato danno un calcio al senso di colpa per l'eccesso di calorie ;)

La ricetta originale prevede l'utilizzo del chorizo (una salsiccia spagnola speziata con paprica) io invece mi sono limitata a cambiar regione e ho utilizzato delle salsicce toscane. Come immaginavo, anche stavolta Jamie mi ha sorpresa: un piatto buono, caldo e completo, dal sapore bilanciato, di quelli che quando entri in cucina ti fanno capire che sei a casa. Un piatto che riempie la pancia e che sa renderti felice con un semplice pezzo di pane intriso del suo sugo.

SALSICCE, POMODORI E BORLOTTI AL FORNO


Ingredienti per due persone 

4 salsicce toscane o altro tipo
500 g pomodori piccadilly
400 g fagioli borlotti in scatola
4 rametti di rosmarino
4 rametti di timo
2 cucchiai di olio extravergine di oliva 
1 cucchiaio di aceto di vino bianco
sale 
pepe bianco

Come si prepara

Disponete le salsicce e i pomodori tagliati a metà in una pirofila.
Scolate e sciacquate i fagioli e uniteli alle salsicce. Insaporite con olio, aceto, sale, pepe e mescolate. Aggiungete ora i rametti di timo e rosmarino e cuocete in forno statico a 180°C per un'ora. 
A metà cottura girate le salsicce.

Servite caldo con pane tostato per raccogliere il sugo. 

venerdì 28 agosto 2015

La parte buona del riciclo. Gnocchi di pane alle erbette

Avete delle verdure avanzate e del pane non più fresco?
Bene, non buttate niente e leggete qui sotto ...

GNOCCHI DI PANE ED ERBETTE
con fagiolini e datterini saltati

Facili e gustosi, per questi gnocchi non servono ingredienti speciali e soprattutto non dovrete dosare niente, quello che avete in casa andrà benissimo.


Ingredienti

Per gli gnocchi
pane raffermo
latte
erbette cotte (coste, spinaci, catalogna, o altro)
1 pizzico di sale
noce moscata a piacere
farina 00, se necessaria

Per il condimento
fagiolini già bolliti
pomodorini datterini
qualche rametto di timo fresco
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva


Gnocchi.
Mettete il pane in ammollo nel latte per 5 minuti, strizzatelo e trasferitelo nel contenitore del mixer. Aggiungete le erbette cotte, il sale e la noce moscata (io ne ho messa parecchia perché mi piace, voi seguite il vostro gusto; se non vi piace potete ometterla e sostituirla con del Grana o Parmigiano grattugiato) e azionate il motore del robot. Se la consistenza dell'impasto dovesse sembrarvi troppo molle, aggiungete della farina: il composto dovrà essere morbido ma non appiccicoso.

Infarinatevi le mani e formate delle palline grandi quanto una noce.

Condimento.
Tagliate a metà i datterini e a tocchetti i fagiolini (se avete delle altre verdure utilizzatele pure). In una padella scaldate l'olio e unite qualche rametto di timo, lasciate insaporire per 30 secondi e aggiungete le verdure. Fate saltare per qualche minuto a fiamma viva.

Cottura e ultimazione del piatto.
Tuffate gli gnocchi in acqua bollente leggermente salata, saranno cotti quando verranno a galla. Scolateli e uniteli al condimento nella padella. Fate saltare tutto insieme per 1 minuto aggiungendo qualche cucchiaio dell'acqua di cottura se necessario.

Servite.


venerdì 29 maggio 2015

Il profumo dei fiori delle vigne

"Le vigne sono in fiore" dice da lontano con il volto fiero di chi sa che è anche un po' merito suo.
Gli sorrido, non sapevo che le vigne fiorissero.
Mi avvicino, i suoi occhi rigati dal tempo sono brillanti come quelli di un bambino e capisco che sta aspettando un mio cenno per parlare delle sue amate vigne: in che senso le vigne sono i fiore? Intendi che stanno per fare i grappoli?
"No, non senti questo profumo? Sono i fiori delle vigne ..."
"Davvero? Non sento il profumo."
"Vieni, devi avvicinarti. E' un profumo molto delicato, se non lo conosci non lo senti. Il profumo degli altri fiori lo coprono."
 
Afferra con delicatezza uno dei tanti verdi grappoli e lo avvicina. Intervallati da piccolissimi acini mi fa vedere che ci sono una miriade di minuscoli fiorellini bianchi. "Annusa" mi dice compiacente.
"Papà, è vero, è un profumo buonissimo! Non sapevo dei fiori delle vigne, grazie."
 
Mi sorride orgoglioso, e ha ragione, a 34 anni mi ha fatto scoprire il profumo dei fiori delle vigne. Quante cose non so papà.
 
Non pensavo di riuscire ancora a scoprire nuovi profumi così vicini e familiari, profumi semplici e puliti. Profumi che sanno di casa.
 
POLLO IN UMIDO
 
 
Ingredienti per 2 persone

4 pezzi di pollo a piacere (io 2 cosce e 2 sovracosce)
200 ml di salsa di pomodoro
1/2 cipolla dorata
2 pomodori ramati
basilico
sale
pepe
olio extra vergine di oliva

Come si prepara

Tagliate la cipolla a fettine sottili e appassitela in una casseruola con un cucchiaio di olio bollente.
Versate la passata di pomodoro, insaporite con qualche pizzico di sale, rimestate e lasciate cuocere per 10 minuti.
Tagliate ciascun pomodoro in quattro spicchi. Lavate e asciugate il pollo e unitelo con la pelle rivolta verso il basso alla salsa di pomodoro. Aggiungete i pomodori e qualche foglia di basilico e coprite. Cuocete per 20 minuti a fiamma dolce.
Trascorso questo tempo girate i pezzi di pollo, salate, pepate e aggiungete ancora qualche foglia di basilico. Se serve versate acqua e cuocete per altri 15/20 minuti.

Servite con crostini di pane e un'insalata.

martedì 9 settembre 2014

Tonno: tartare n°1 e 2

Approfitto della giornata di sole per pubblicare due ricette di carattere decisamente estivo: due tartare di tonno delicatissime e nel contempo intriganti. Abbinamenti inconsueti ma perfettamente calzanti alla preparazione che per antonomasia è sinonimo di freschezza. Se vi piacciono, qui ne trovate un'altra versione, la tartare n°3.

Le dosi degli ingredienti purtroppo non le ricordo, seguite il vostro istinto e fate come vi sembra più opportuno. Solo un appunto: attenzione a non esagerare con aromi e spezie, il tonno è molto delicato e potreste rischiare di compromettere il suo naturale sapore.

TONNO: TARTARE n°1
Tartare di tonno, pomodorini, limone e semi girasole con emulsione al basilico e fiori di malva 




Ingredienti

tonno (per 2 persone sono sufficienti circa 150 g; accertatevi che si possa consumare crudo, qualche indicazione in più la trovate qui)
pomodorini di Pachino
zeste di limone non trattato
semi di girarole non salati
basilico fresco
olio extra vergine di oliva
sale del Murray River (sale australiano di color albicocca, il sapore è molto delicato)
fiori di malva


Come si prepara

Iniziate con l'emulsione al basilico: lavate le foglie e immergetele per un minuto in acqua e ghiaccio, dopodiché tamponatele, trasferitele nel bicchiere del mixer e frullatele con olio fino ad ottenere un emulsione omogenea.

Tagliate a cubetti il tonno e i pomodorini e grattugiate la buccia del limone (ne servirà circa mezzo cucchiaino). In una terrina mescolate i 3 ingredienti appena preparati con dei semi di girasole, olio e un pizzico di sale. Lasciate marinare per mezz'ora in frigo.

Nappate il piatto di servizio con un cucchiaio di emulsione al basilico e adagiateci la tartare; decorate con qualche fiore di malva e servite dopo 5 minuti così da portare il tonno a giusta temperatura e poter godere appieno dei sapori.


TONNO: TARTARE n°2
Tartare di tonno, menta e pepe di Sichuan, con capperi ed emulsione al wasabi




Ingredienti

tonno da consumare crudo
rucola
qualche foglia di menta fresca
pepe di Sichuan
capperi sotto sale
pasta di wasabi
olio extra vergine di oliva
sale
1 carota viola (se volete decorare come nella foto)


Come si prepara

Emulsionate mezzo cucchiaino di pasta wasabi con olio. Spezzettate la rucola e conditela con olio e sale.

Tagliate il tonno a piccoli cubetti, trasferitelo in una terrina ed unite alcune foglie di menta (leggermente tritate), qualche grano di pepe di Sichuan appena pestato, olio e un pizzico di sale. Mescolate bene gli ingredienti e lasciate riposare per mezz'ora in frigo.

Per impiattare aiutatevi con un coppa-pasta: sul fondo disponete uno strato di rucola, successivamente riempite lo stampo con la tartare e pressate. Sul piatto lasciate cadere qualche goccia di emulsione al wasabi e qualche cappero sciacquato dal sale. Estraete il coppa-pasta e servite dopo 5 minuti.



 

giovedì 4 settembre 2014

Dall'India: spezzatino speziato con ceci

Amo sfogliare vecchie riviste o libri di cucina e osservare come anche l'arte culinaria si trasformi nel corso degli anni a seconda delle tendenze. 

A volte però succede che tra pagine di ammiccanti gratin di patate, sontuosi timballi di riso e varie versioni di soffici torte alle mele, anche in una rivista di quindici anni ago, capita di imbattersi in una ricetta tanto attuale quanto curiosa. Probabilmente quelli erano gli anni dei primi approcci verso la cucina etnica, gli anni in cui il diverso ed il lontano più che spaventare, incuriosiva e soprattutto faceva figo. E così iniziarono a spopolare ristoranti giapponesi, indiani, persiani e chi più ne ha più ne metta; ristoranti indicatori dello status sociale e perciò frequentati perché quando ancora non esisteva la moda del all you can eat, questi erano "posti per pochi" ... per quelli che viaggiavano, per quelli culturalmente aperti, per quelli coi soldi.

Poi come sempre capita, il surplus dell'offerta fa abbassare i prezzi e finalmente anche quelli della classe meno abbiente possono avvicinarsi a piatti speziati, frutti esotici, sushi e hashi. E se ogni causa ha il suo effetto ed ogni effetto ha una propria causa che lo determina, ecco che prontamente, i fighi di quindici anni fa che devono tenere alta la loro immagine, decidono di convertirsi al vegetarianismo se non addirittura al veganismo, diventano ecologicamente responsabili e acquistano bio. 
 
Mangiare vegetariano, vegano e bio è più oneroso ma fa bene ed è più sano, giusto? Se trovate qualcuno contrario a questa affermazione, fatemelo sapere. Che fa bene e che sia più sano ce lo declamano tutti i giorni i media, ovvero la bocca del mercato e dell'economia delle multinazionali che puntano a far crescere i propri business con strategie di marketing coinvolgenti tutti i settori, dall'agricoltura ai servizi, fregandosene però dei veri valori morali ed etici che sono le fondamenta di queste culture gastonomiche.
 
Ma cosa succederà tra qualche anno quando anche le mode e l'economia legate al bio e all'etico scemeranno? Forse torneremo ad apprezzare la cucina povera, con conseguente nascita di ristoranti "tradizionali" che propongono i piatti "di una volta" e magari cominceremo a coltivarci gli ortaggi, in giardino o in terrazzo, senza pesticidi e con tanto amore ... quasi bio! ;) 
 
La storia ce lo insegna: il mondo è dominato dal potere e tutto gira attorno all'economia. Probabilmente se capissimo che la terra gira invece solo attorno al sole e che senza sole non c'è vita, vivremmo davvero felici ... e ciascuno sarà libero di mangiare ciò che vuole senza lasciarsi condizionare dal trend del momento.
 
Tuttavia se la cultura gastronomica non fosse così varia, bizzarra e contaminata, quasi certarmente non mi piacerebbe. Buon appetito! ;)

DALL'INDIA: SPEZZATINO SPEZIATO CON CECI


Ingredienti per due persone

400 g ceci lessati (vanno bene anche quelli in scatola)
400 g spalla o coscia di agnello disossata
1 cipolla dorata
2 pomodori ramati
1 cm di zenzero fresco
1 piccolo peperoncino rosso
30 g burro (o ghee se volete essere puristi)
1/2 cucchiaino di paprica
1/2 cucchiaino di curcuma in polvere
1/2 cucchiaino di cumino in polvere
1/2 cucchiaino di zucchero
1/2 cucchiaino di garam masala (miscela di spezie indiana)
sale

Come si prepara

Tritate la cipolla; scottate, togliete la pelle dai pomodori e tagliateli a spicchi. Tritate lo zenzero e il peperncino. Preparate la carne di agnello privandola delle parti grasse e tagliandola a pezzi di circa 2 cm.
In una pentola fate fondere il burro e fateci insaporise l'agnello per 5 minuti a fuoco dolce. Aggiungete la cipolla e cuocete, mescolando spesso, per 3-4 minuti. Unite ora lo zucchero, qualche pizzico di sale e le spezie (ad esclusione del garam masala), mescolate e lasciate insaporire per 10 minuti a fiamma bassa.
Unite ora i pomodori e qualche cucchiaio di acqua calda, coprite e proseguite la cottura per 30 minuti controllando di tanto in tanto che il liquido non sia completamente evaporato, in questo caso aggiungete acqua.
Scolate e sciacquate i ceci e versateli sullo spezzatino, mescolate e cuocete per altri 10 minuti.

Servite subito con una spolverata di garam masala. Accompagnate con del pane indiano (come ad esempio il naan, qui trovate una versione col lievito madre)





mercoledì 28 novembre 2012

Un grande viaggio

Venerdì partirò, di nuovo, ma stavolta si realizzerà uno dei miei più grandi sogni: da venerdì, per 15 giorni, avrò modo di visitare una parte di un paese ricco di spiritualità, di colori, di profumi e di odori, una parte di un paese ancora - purtroppo forse per poco -  intenso e profondo, una parte di un paese colmo di gente quanto di religioni, colmo di templi e di storia. Riuscitrò a vedere uno dei pochi paesi che pur essendo stato "contaminato" per circa due secoli dagli occidentali, è comunque è riuscito a custodire gelosamente la sua essenza ed il suo fascino.


Esattamente un anno fa scrissi questo articolo per esprimere il forte desiderio di "vivere" questo paese, un desiderio che negli ultimi mesi si è trasformato in un grande sogno che non poteva più costringersi in piccolo cassetto. E come per tutte le cose, se le si vuole davvero, bisogna guadagnarsele, concentrarsi su di esse, seguire i percorsi - a volte tortuosi - che ci permettono di raggiungere l'obbiettivo: pensai così che per essere "pronta" dovevo documentarmi approfonditamente sulla cultura, sulla storia, sulle tradizioni e ovviamente sulla cucina ;) e dovevo aspettare ...


E' passato un anno e venerdì, finalmente, partirò lasciandomi alle spalle l'Italia e i suoi gossip, l'Italia e le sue imposizioni convenzionali, l'Italia che sta diventando sempre più un paese patria di potenti che ci imbambolano regalandoci caramelle mentre calpestano le nostre buffe ma stupende tradizioni e caratteristiche. In pratica vorrei partire in qualche modo "pulita", ho bisogno di lasciarmi affascinare, incantare, sbalordire e coinvolgere dall'India ...


Il primo approccio con l'India è stato leggendo un libro di Tiziano Terzani - tra l'altro uno dei miei scrittori preferiti - più di dieci anni fa; Lui, con il suo "Un indovino mi disse", è stato capace di emozionarmi, di catapultarmi nella caoticità indiana, di farmi sentire realmente euforica all'idea di vedermi circondata dai mille colori dei sari, o ammaliata dalle belle donne dai lunghi capelli e poi ancora, commossa dagli occhioni neri dei bambini che tendono la mano per chiedere un dono. Leggevo assorta e nel contempo immaginavo l'India, il paese che DOVEVO vedere.


Ed eccomi qui, ora, a scrivervi, a raccontarvi il perché di questo viaggio e mentre le mie sensazioni galleggiano tra l'emozione e la curiosità non posso che salutarvi lasciandovi una versione semplice della ricetta di una salsa tipica indiana.


Vi abbraccio forte,
Valentina

TOMATO CHATNI

Ingredienti

1 cucchiaino di zenzero fresco tritato
3 cucchiai di cipolla tritata
1/2 cucchiaino di peperoncino in polvere
1 cucchiaino sale
2 e 1/2 cucchiaini di zucchero
250 g pomodori maturi
1/2 cucchiaino di semi di cumino
olio vegetale


Come si prepara

In una padella scaldare due cucchiai d'olio e far rosolare la cipolla con lo zenzero; successivamente unire i pomodori tagliati a pezzi, il peperoncino in polvere, il sale, lo zucchero e cuocere per circa 30/40 minuti. Spegnere e passare tutto utilizzando il frullatore ad immersione.
Separatamente, in una pentola pulita, far saltare i semi di cumino su 1 cucchiaio di olio bollente ed unire la salsa di podomoro, continuare la cottura fino a quando il composto raggiungerà la consistenza di una marmellata.
Dopo di che invasare o consumare entro qualche giorno.


Il chatni può essere utilizzato per accompagnare il pane, il riso e il formaggio ma anche carne e verdura.




sabato 3 novembre 2012

Bocconcini


Nel post precedente, ho scritto dell' intento di stupire utilizzando, nelle ricette, alimenti poco conosciuti  per abbinamenti inconsueti. Oggi scriverò di altri due finger food preparati  sempre per la cena di domenica scorsa, ma che invece, vedono protagonisti il sapore dolce e la consistenza quasi cremosa del mango con l'acre del lime per degli involtini di tacchino e porro, e l'inconfondibile profumo dello zenzero nelle polpettine di riso, verdurine e farina grano saraceno. Entrambi deliziosi!

INVOLTINI DI TACCHINO AL LIME CON MANGO E PORRO



Ingredienti per 8 bocconcini

2 fettine di petto di tacchino
2 foglie di porro
1 lime
1/4 mango



Come si prepara

Dividere a metà, per il senso della lunghezza, le foglie di porro e le fettine di tacchino. In un piatto fondo adagiare il tacchino e coprirlo con il succo di lime spremuto, lasciare marinare per circa 10 minuti.
Nel frattempo private della buccia il mango e tagliatelo in fettine dello spessore di 2-3 mm. Portate a bollore dell'acqua in una pentola e scottarvi per qualche secondo il porro.
Su un piano liscio metttete le foglie di porro sulle quali stenderete le fettine di tacchino marinate e bel scolate; continuare con il mango, arrotolare e chiudere con uno stecchino.

Involtini da cuocere

















Cuocere a vapore per circa 15/20 minuti.

A cottura ultimana dividere ogni involtino a metà e servire.


Sono buonissimi così, senza l'aggiunta di sale o altri condimenti.

POLPETTINE DI RISO, VERDURINE E ZENZERO



Ingredienti per 12-15 polpettine
200 g di riso già cotto al vapore (io ho usato il Vialone Nano)
1 pomodoro ramato
1 zucchina
1 cm di zenzero
3 cm di porro
farina di grano saraceno
1 uovo
farina di mais per impanare


Come si prepara

Tagliare a piccoli dadini della dimensione di circa 0,5 cm, il pomodoro e la zucchina; sminuzzare lo zenzero e affettare sottilmente il porro. Unire tutti questi ingredienti al riso,  mescolare ed aggiungere farina di grano saraceno quanto basta per poter formare facilmente delle polpettine con le mani (la farina serve da legante e comunque quella di grano saraceno dona alla preparazione un sapore più concreto).
In una ciotola sbattere l'uovo con un pizzico di sale, immergeteci le polpettine e subito dopo impanatele sulla farina di mais.

Cuocere in forno caldo a 220 gradi per circa 15 minuti, girandole a metà cottura. Io le ho servite con una salsina al curry a base di latte.


Con questa ricetta partecipo al contest Polpettiamo del blog , che altro non può essere, Squisito :)




venerdì 12 ottobre 2012

Spezzatino con polenta? Polpettine vegetariane in sugo di pomodoro piccante con polenta


Ultimamente sento l'esigenza di mangiare più naturale, osei dire più pulito (sì lo so, avete ragione ... ok, concedetemi l'eccezione di domenica). Il fatto è che non ho più voglia di mangiare carne, in particolar modo quella rossa, probabilmente, anzi conoscendomi, sicuramente, si tratta solo di una parentesi, ma sono un po' di mesi che gli ingredienti dei piatti sono esclusivamente pesce e verdura.

Questa nuova inclinazione non mi dispiace affatto, tra l'altro son ben noti gli effetti negativi che la carne consumata in eccesso, ha sul nostro organismo; l'unico neo è che per me la carne, sotto forma di arrosto, spezzatino, o bollito,  rappresenta da sempre il comfort food per eccellenza, privarmene quindi sarebbe come togliermi una coccola che mi consola nelle umide serate autunnali.


L'altra sera però, dopo essermi imbattuta in una sorta di spezzatino vegetariano creato per "far fuori" un po' di verdure giacenti da qualche giorno in frigo, ho scoperto che più che l'effettiva voglia di pietanze coccolose, ho voglia della forma con il quale il piatto viene presentato, del contorno, del profumo e della consistenza; forse si può definire comfort food, il risultato prodotto dall'insieme di caratteristiche che il cibo deve avere per farci sentire bene. Forse per la mia parte nostalgica, anche i miei confort food sono legati ai ricordi e mi è sufficiente sentire il rumore del sobbollire del sugo per rievocare il profumo e la morbidezza dello spezzatino che mia madre preparava per il pranzo delle domeniche grigie e piovose.


POLPETTINE VEGETARIANE IN SUGO DI POMODORO PICCANTE CON POLENTA

Ingredienti

Polpettine:
1 radicchio verde
2 pomodori ramati
2 carote
1 cetriolo
1/4 cipolla rossa
olio extra vergine di oliva
sale
pepe
qualche cucchiaio di farina rimacinata di grano duro

Sugo:
1/4 cipolla rossa
olio extra vergine di oliva
200 ml passata di pomodoro
200 ml acqua
2 piccoli peperoncini
sale
Polenta:
Farina di mais per polenta istantanea
Sale


Come si prepara

Polpettine.
In una pentola fare rosolare la cipolla tritata in poco olio bollente. Nel frattempo spezzettare il radicchio e tagliare a cubetti le verdure rimanenti ed unire tutto alla cipolla. Cuocere per circa 10/15 minuti, mescolando e aggiungendo poca acqua alla volta se dovesse servire. Con il frullatore ad immersione ridurre in purea le verdure, aggiustare il sapore con qualche pizzico di sale e pepe, ed aggiungere la quantità di farina necessaria per ottenere un composto abbastanza denso da formare delle polpettine. Le mie avevano dimensione di una noce.

Sugo.
Soffriggere in una padella la cipolla tritata e i peperoncini spezzettati, versare la passata di pomodoro e cuocere per 5 minuti a fuoco vivo. Unire l'acqua e continuare la cottura per altri 5 minuti, dopo di che aggiungere le polpette e coprire con un coperchio. Lasciar sobbollire a fuoco basso per circa 10 minuti mescolando di tanto in tanto facendo attenzione a non rompere le polpettine.

Polenta.
Portare a bollore dell'acqua salata e versare la farina di mais sufficiente a creare una polentina morbida. Io solitamente vado un po' a caso per le quantità, se non volete sbagliare seguite le modalità riportate sulla confezione.

Ultimazione del piatto.
Sui dei piatti lisci versare qualche cucchiaiata di polenta con al centro le polpettine al sugo. Se preferite potete servire tutto su un unico grande piatto da portata.

Questa ricetta contribuisce alla raccolta di Fabiola, Peperoncino e Cannella


E al simpatico contest del blog Squisito Cooking, Polpettiamo


martedì 17 luglio 2012

Sfumature. Pomodorini datterini al forno

Amo i colori perché il mondo è colorato, amo il mondo perché è un insieme di colori.


Colori di visi, di capelli, di lettere e di penne. Colori di fiori, di frutta, di cieli e di terre. Se penso all’infinità di tonalità disponibili, ragiono sul fatto che una gradazione non rimarrà mai la stessa perché il tempo inevitabilmente la modificherà. La pelle si scurirà, i capelli imbiancheranno, la carta sbiadirà, la frutta esploderà con tonalità più decise, eccetera.


Colore come gusto. Di fatto i nostri occhi selezionano la frutta e la verdura più cangiante, quella che quindi appare più sana. Portiamo avanti l’idea di trasformare quell’alimento in marmellata piuttosto che in sugo immaginandoci già il colore che dovrà assumere perché cuocendo, i cibi crudi, assumono nuove tonalità fino a prima sconosciute.

Osservare la trasformazione è uno spettacolo per gli occhi prima che per il palato, una strana alchimia che incanta.